Il Tirreno

Montecatini

braccio di ferro per l’acqua 

Denuncia penale contro ignoti per le bollette “non residenti”

A.G.
Denuncia penale contro ignoti per le bollette “non residenti”

Presentata dal presidente di Confconsumatori che riporta il caso di un cittadino che pur abitando a Montecatini ha ricevuto fatture con l’aliquota maggiorata

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MONTECATINI

Confconsumatori non si ferma e sulla vicenda delle bollette di Acque Toscane per “non residenti” (che hanno una tariffa maggiorata) recapitate invece a residenti nel comune di Montecatini, ha presentato una denuncia contro ignoti alla Procura della Repubblica di Pistoia.

L’atto di querela, redatto materialmente dall’avvocato Stabilito Massimiliano Fialdini, è stato presentato dal presidente provinciale di Confconsumatori, Giuseppe Pezzino, a nome di un utente. I reati ipotizzati nell’atto di querela sono: appropriazione indebita, truffa e ricettazione.

Della vicenda delle bollette con aliquote maggiorate recapitate anche a residenti “Il Tirreno” si era occupato il 19 agosto scorso, quando Giuseppe Pezzino annunciò di aver depositato un esposto alla stazione dei carabinieri. A rispondere, due giorni dopo, fu Mauro Alfieri, amministratore delegato di Acque Toscane. In sostanza, l’ad della società (ora nel gruppo Suez) che ha la gestione della distribuzione dell’acqua a Montecatini rassicurò gli utenti affermando che in casi come quello riportato da Confconsumatori basta rivolgersi allo sportello dell’azienda per regolarizzare la situazione.

Ma i chiarimenti di Alfieri evidentemente non sono stati ritenuti sufficienti dall’associazione: nella querela afferma che all’utente era stata riportata la tariffa “non residenti” che comporta un aumento di 1/3 rispetto a quella agevolata. E nonostante l’errore fosse stato “portato a più riprese a conoscenza dell’azienda, producendo la relativa documentazione probante, nulla di fattivo veniva fatto e la tariffazione utilizzata restava sempre quella riservata ai non residenti”.

Nell’esposto si afferma anche che “non è dato sapere chi siano i destinatari effettivi dei proventi illecitamente ottenuti da questa modalità di determinazione degli importi dovuti per la fornitura idrica; si ritiene che queste somme vadano in qualche misura a beneficio prima della Regione Toscana, e poi successivamente, per competenza, del Comune di Montecatini”.

Ipotizzando un danno esteso, oltre che al ricorrente, anche a numerosi altri utenti, che avrebbe generato “un flusso finanziario presumibilmente illegittimamente percepito dai soggetti sopra individuati”, secondo l’avvocato Fialdini i fatti “hanno sicuramente un rilievo penale in quanto è evidente che tali soggetti abbiano percepito somme che sapevano non essere di propria spettanza”.

Insomma, “se provata la circostanza esposta ci sarebbero terzi soggetti (Comune e Regione) che avrebbero poi percepito i proventi dei fatti esposti e costituenti reato”.

Da qui la decisione di presentare formalmente una denuncia-querela nei confronti di ignoti richiedendo che venga accertata la responsabilità penale relativamente ai reati di appropriazione indebita, truffa e ricettazione. —

A.G.

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