Sicurezza
In bicicletta per protestare contro il divieto alle due ruote
La manifestazione organizzata dai bikers tramite Facebook si svolgerà oggi dalle 10. Intanto qualcuno ha danneggiato il cartello affisso dalla Provincia
PESCIA
“Ordinanza di comodo pedaliamo contromano”. È questo il nome del gruppo creato su Facebook da Paolo Pagni di Cicloturismo e dall’associazione sportiva Nani Svizzeri di Pescia, con l’obiettivo di diffondere l’invito a tutti i ciclisti della zona a prendere parte a una pedalata di protesta contro l’ordinanza emessa dalla Provincia di Pistoia, relativa al divieto di transito delle due ruote sulla strada della Valdiforfora. Dopo lo sconcerto iniziale e l’incredulità degli amanti della bici di fronte a un cartello ritenuto assurdo, i bikers di tutta la Valdinievole si sono dati appuntamento questa mattina alle 10, di fronte al ristorante da Nerone, a Pietrabuona.
L’obiettivo? Percorrere i sei chilometri interdetti alla circolazione dei ciclisti sulla strada provinciale, dall’incrocio del Ponte di Gemolano fino alla cartiera della Basilica in direzione Lanciole. Un modo per sensibilizzare gli organi competenti sul problema e una richiesta forte per una soluzione rapida.
«Questo tratto di strada– hanno scritto gli organizzatori sul gruppo – è molto frequentato nel periodo estivo dai ciclisti della zona e stranieri. È un percorso particolarmente amato, poiché si trova all’ombra e al fresco. In molti si sono lamentati dell’ordinanza, dovuta, come è ben noto, dal fatto che la vegetazione è cresciuta in modo talmente incontrollato da causare il restringimento della carreggiata, con il conseguente pericolo per la sicurezza di chi percorre quel tratto».
E così è nata l’idea di manifestare il dissenso verso il provvedimento, pedalando. Sono già decine le adesioni sul gruppo del social network per una protesta pacifica ma clamorosa.
Intanto però nella notte qualcuno ha pensato di “sabotare” il cartello del divieto di transito per i mezzi a due ruote, che è stato piegato e abbassato rispetto al palo a cui era stato fissato. Un atto di protesta che, in questo caso, è sfociato in vandalismo e che naturalmente nulla ha a che vedere con le intenzioni degli orgaizzatori della manifestazione di protesta. —
E.G.
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