Il dolore
Provoca incidente in viale San Francesco e scappa: rintracciato e denunciato
Operazione lampo della Polizia municipale di Montecatini che dopo pochi minuti riesce a bloccare il furgone condotto da un uomo di Monsummano
MONTECATINI. La Polizia Municipale ha denunciato all’autorità giudiziaria M.V. di 38 anni, di Monsummano, che nella mattinata di giovedì 30 agosto ha causato un incidente stradale e poi si è dato alla fuga senza prestare soccorso. L’incidente stradale è avvenuto nel centrale viale San Francesco dove un furgone ha violentemente urtuato un‘auto con a bordo una donna di 30 anni, in compagnia del proprio figlio di due. L’autocarro è subito ripartito e la giovane donna ha chiesto l’intervento della Polizia municipale, che intervenuta sul posto ha iniziato le procedure di rilievo ed ha acquisito importanti elementi per consentire di rintracciare il fuggitivo.
Dalla centrale operativa del comando sono state diramate le ricerche del firgone e poco dopo una pattuglia in servizio ha intercettato e intimato l’alt al veicolo ricercato. All’inizio il conducente ha negato qualsiasi addebito ma poi, dopo averlo identificato e ricondotto sul luogo del sinistro, è stato riconosciuto senza il minimo dubbio dalla controparte e da un’analisi dei danni compatibili sui veicoli. A quel punto all'uomo non è rimasto altro che ammettere le proprie responsabilità. Adesso rischia pesanti sanzioni: infatti il reato di fuga prevede la reclusione da 6 mesi a tre anni e la sospensione della patente di guida da 1 a 3 anni.
"L‘obbligo di fermarsi dopo aver causato un incidente - ricorda il comando della Polizia municipale - scatta nei confronti di chiunque si allontana dal luogo del sinistro senza prestare soccorso, o per chi si esime dal dare le proprie generalità e i dati del veicolo che conduce. L’attuale giurisprudenza si è particolarmente inasprita per questa tipologia di reati: infatti secondo la Cassazione il reato di fuga si configura anche nei confronti di chi effettui sul luogo una sosta momentanea del tutto insufficiente alla sua identificazione e a quella del veicolo. Si pensi al caso, preso in esame dalla suprema corte, del conducente che dopo lo scontro esce dalla macchina e, vedendo che l’altro automobilista è sostanzialmente in buone condizioni, se ne va. Il conducente è stato riconosciuto colpevole perche ha Il dovere di fermarsi sul luogo dell’incidente per una durata che si estende per tutto il tempo necessario all’espletamento delle prime indagini finalizzate all’identificazione del conducente stesso e del veicolo condotto".
Da parte sua, il comandante Domenico Gatto esprime il suo plauso "gli agenti della Pm che hanno operato durante il rilievo del sinistro stradale, che con alto senso del dovere si sono adoperati prima di tutto nell’individuare l’autore di un reato e denunciarlo all’autorità giudiziaria. Non bisogna dimenticare che l’identificazione dell’autore del sinistro stradale da parte della Polizia municipale ha consentito di fornire, al conducente dell altro veicolo coinvolto nel sinistro, i dati necessari per iniziare la procedura del risarcimento del danno, che altrimenti lo avrebbe costretto a una procedura molto complessa per recuperare le risorse per ripristinare il veicolo incidentato".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
