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Addio ad Annibale Viscomi protagonista della politica

Addio ad Annibale Viscomi protagonista della politica

Commercialista con studio a Prato, era consulente di molte grandi aziende ed ex presidente della Gucci. Ha militato  nella Dc e poi in Forza Italia.

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Se n’è andato quasi senza voler disturbare. Ha lasciato detto che non venissero affissi manifesti e si è appreso quindi dopo alcuni giorni che Annibale Viscomi è morto a 82 anni, nella notte tra venerdì e sabato scorsi. Lui che, invece, per almeno un cinquantennio è stato spesso sulla ribalta delle cronache, come commercialista, uomo politico, ex massone, dirigente sportivo.

Personalità poliedrica, la sua. Arrivato a Montecatini dalla Calabria negli anni Sesanta, col tempo riuscì a imporsi nella sua professione aprendo uno studio a Prato e, poi, uno anche a New York. Consulente dell’alta finanza, presente nei consigli di amministrazione di società importanti (fu anche presidente della Gucci), si stabilì in una villa a Montecatini Alto. Nella città termale ricoprì il ruolo di consigliere comunale per la Democrazia cristiana per poi aderire, negli anni Novanta, a Forza Italia. Sempre in prima fila nel seguire le vicende delle Terme, finì con lo scontrarsi con la giunta Severi e nelle amministrative del 2004 sostenne la candidatura di Moreno Mencarelli.

Negli anni Ottanta il suo nome comparve nelle liste della P2 di Licio Gelli – «ma sono uscito dalla massoneria», dichiarò al nostro giornale nel 2007 – ma fu soprattutto la sua attività di consulente aziendale a procurargli diversi problemi giudiziari. Nel 2003 finì addirittura in carcere per una presunta tangente al giudice di Biella Mario Conzo nel caso Aiazzone (ma lui affermava che si era trattato di un prestito). Poi fu coinvolto nell’inchiesta del fallimento del gruppo Sasch (come componente del collegio dei sindaci revisori) con l’ex sindaco di Prato Roberto Cenni per cui Viscomi si rifiutò di patteggiare.

Ma tra le sue “battaglie”, forse la più clamorosa fu quella contro l’Opus Dei. Nel 2005 scrisse e pubblicò un libro – “Opus Dei: potere, denaro, castità” – in cui ripercorreva la personalità del fondatore Jose Maria Escrivà de Balaguer (frettolosamente, secondo Viscomi, santificato da Giovanni Paolo II), fino agli scandali finanziari del Banco Ambrosiano e di Parmalat in Italia, e di Rumasa in Spagna. —

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