Il dolore
Erba alta? Limite a 30 all’ora e divieto di transito per le bici
Residenti della Montagna pesciatina imbufaliti per il provvedimento adottato dalla Provincia di Pistoia. Il sindaco: «Ho chiesto l’autorizzazione per lo sfalcio»
PESCIA
«Si perde meno tempo a mettere due cartelli che a tagliare l'erba». Non hanno dubbi i residenti della montagna pesciatina, che oltre al danno (di vedere crescere copiosamente l'erba ai cigli delle strade, con tutte le conseguenze del caso: restringimenti della carreggiata, ridotta visibilità, rallentamenti e pericoli ), devono sopportare pure la beffa di veder comparire i cartelli di divieto di transito per cicli e motocicli, e di limite di velocità a 30 km/h per il traffico veicolare.
Un'evidente “scorciatoia” quella adottata dalla Provincia con l'ordinanza del 10 agosto, che impossibilitata per ragioni economiche a provvedere allo sfalcio dell'erba nella strada provinciale 34 della Val di Forfora , e quindi a garantire la sicurezza della viabilità, ha pensato bene di aggirare l'ostacolo apponendo due cartelli: quello di divieto di transito ai bikers, che numerosi si riversano su questa strada, sopratutto in questo periodo; e quello che riduce il limite di velocità a 30 chilometri all’ora.
La misura è colma secondo i residenti, che in queste ore stanno organizzando una manifestazione di protesta contro la Provincia di Pistoia (la data è ancora da stabilire) che da anni dimostra di ignorare il problema della viabilità in questa zona.
Anche l'anno scorso, quando puntuale si era presentato il problema dello sfalcio dell'erba, l’amministrazione pistoiese era stata fatta oggetto di numerose sollecitazioni da parte dei cittadini, che avevano provveduto anche ad inoltrare una raccolta firme. Ma da parte della Provincia nessuna risposta.
Anche il sindaco di Pescia Oreste Giurlani si schiera dalla parte dei cittadini. «Ho scritto alla Prefettura per chiedere formalmente il permesso di intervenire al posto della Provincia – ha reso noto – e procedere noi col taglio dell'erba. A questo scopo, martedì delibererò una variazione di bilancio pari a 10mila euro con cui appalterò il servizio. Questo non vuol dire, ovviamente, che non auspichi un intervento della Provincia, visto che la competenza rimane la loro».
I residenti della montagna sono stanchi di essere trattati come cittadini di serie B, ignorati nelle loro esigenze primarie e di sicurezza: «Si aspetta, forse, che ci scappi il morto? Limitare il transito di alcuni mezzi o la velocità di percorrenza non è forse aggirare la responsabilità qualora dovesse accadere qualcosa?».
«E fortuna che periodicamente qualcuno tira fuori dal cilindro la nobile intenzione di voler promuovere turisticamente il territorio» bofonchia qualcuno, «figuriamoci cosa accadrebbe se invece si volesse fare andare tutto in malora». —
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