Il Tirreno

Montecatini

Il cavallo condotto da Roberto Vecchione supera il figlio di Varenne Successo della sfilata delle carrozze e delle altre iniziative collaterali 

Ferragosto da record: in 14.882 al Gran premio E un “Uragano” spazza la pista del Sesana

PAOLO ALLEGRI
Ferragosto da record: in 14.882 al Gran premio E un “Uragano” spazza la pista del Sesana

notte delle stellemontecatiniLa mezzanotte è passata da un quarto d’ora quando al Sesana risuonano le note dell’inno di Mameli, eseguito dalla fanfara dei Carabinieri. Uragano Trebì, guidato da...

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notte delle stelle

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La mezzanotte è passata da un quarto d’ora quando al Sesana risuonano le note dell’inno di Mameli, eseguito dalla fanfara dei Carabinieri. Uragano Trebì, guidato da Roberto Vecchione, ha appena vinto la 66ª edizione del Gran Premio di trotto e nel cielo blu notte di Montecatini volano palloncini bianco e celesti. Una edizione che resta nella storia per il record di pubblico: in una nota di Snaitech, proprietaria del Sesana, si annuncia che le rpesenze sono state esattamente 14.882, superando non solo quelle del 2017 (attestate sulle 12.000), ma anche il record quarantennale datato 1977 che si arrestò a poco più di 14.000 spettatori.

La retta d’arrivo della finale del Città di Montecatini vede due cavalli dare vita ad un duello entusiasmante: Arazi Boko, undicenne figlio di Varenne nato in Svezia e recentemente acquistato da una scuderia italiana, è al comando dal via, con in sulky Andrea Guzzinati. Quando sta per terminare l’ultima curva, Roberto Vecchione lancia la rimonta di Uragano Trebì. Che ha un cambio di marcia impressionante, in tre metri è al sediolo del rivale. Arazi prova a rispondere ma negli ultimi 100 metri il cinque anni è davvero un Uragano: finisce a velocità doppia e sul traguardo è un collo avanti allo svedese. Al terzo posto la sorprendente Pantera del Pino, davanti al francese Dijon. Il vincitore sigla in 1. 11. 3 il record della corsa, a un decimo dal primato della pista.

La delusione del prix d’estate sotto le stelle si chiama Timone Ek. Il cavallo da Federico Esposito è solo settimo nella sua batteria, la seconda. Mastica amaro anche Enrico Bellei: il suo Deimos Racing vince la prima batteria ma in finale la sua corsa finisce dopo pochi metri.

«È come se il cavallo non avesse gradito due corse senza ferri, così quando lo avevo già sistemato in pariglia, all’esterno, si è messo falso e ha sbagliato», è il commento dell’Imperatore, che va via lasciando la scena al guidatore vincitore, Roberto Vecchione. In pista perfetto nel leggere lo spartito, emozionato nel dopocorsa, abbraccia il trainer Holger Ehlert che gli ha consegnato un cavallo che va forte e adesso punterà al bis nel Campionato Europeo a Cesena. «Ho trovato il posto in corda, mettendomi secondo, dopo la rottura di Superbo Capar – racconta Vecchione –.Uragano Trebì ha dimostrato di andar forte perché è davvero difficile in pista piccola battere un cavallo come Arazi Boko quando è in testa, e considerato che veniva da corse svedesi dove aveva affrontato i migliori cavalli d’Europa».

Un ippodromo stracolmo dunque in ogni ordine di posto ha apprezzato le tante iniziative: dal mercatino all’intrattenimento per i bambini fino alla fanfara della scuola carabinieri di Firenze che ha introdotto la premiazione delle carrozze d’epoca. Protagoniste poi del défilé, la suggestione di cavalli stupendi, carrozze dell’Ottocento e dame elegantissime, fascinoso preludio della finale del Gran Premio. Poi, l’apoteosi di serata affidata ai fuochi d’artificio che hanno illuminato la notte di Montecatini. —

PAOLO ALLEGRI

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