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Montecatini

la descrizione 

Un cratere simile a un vulcano pieno d’acqua

MONTECATINIIl progetto di riqualificazione dell’edificio delle Terme Leopoldine, costruite nel 1775 per volere del Granduca Leopoldo, rientra nel più ampio masterplan pensato per la città di...

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MONTECATINI

Il progetto di riqualificazione dell’edificio delle Terme Leopoldine, costruite nel 1775 per volere del Granduca Leopoldo, rientra nel più ampio masterplan pensato per la città di Montecatini Terme: il Villaggio Termale.

Gli interventi più significativi riguardano l’esterno dell’edificio dove, è prevista una grande piscina il cui elemento centrale è il grande cratere storico restaurato. Il cratere, largo circa ventitré metri, è una grande vasca d’acqua sopraelevata (come un vero e proprio cratere vulcanico) attorno alla quale si sviluppa l’intero complesso termale. L’intervento si propone, attraverso il riuso della superficie scoperta del cratere esistente, di riqualificare gli spazi destinandoli al benessere termale.

“Nell'ottica di mantenere una continuità tra l’esistente e il nuovo – si legge nella relazione di accompagnamento dlelo Studio Fuksas – il design d'interni pone l'attenzione sia sul recupero e il restauro dei materiali originali, che sull'utilizzo di materiali classici in chiave contemporanea attraverso i colori e le forme dando vita a particolari suggestioni nei vari ambienti”.

“All’interno dell’edificio che si sviluppa su due livelli, al piano terra trova spazio il bagno romano dove, in un percorso caratterizzato dalla presenza e dal suono dell’acqua, il visitatore passa dal calidarium (con la piscina interna in marmo rosso) al tepidarium (con una vasca in marmo verde), al frigidarium (con la piscina interna in marmo grigio.) Dal frigidarium il visitatore può accedere direttamente al giardino esterno, al solarium e alla piscina, oppure, ripercorrere al contrario il percorso del bagno romano. Al primo piano, trovano posto gli ambienti per i trattamenti estetici, la zona fitness e relax”.

L’edificio delle Terme Leopoldine “è caratterizzato esternamente – prosegue la relazione – dall’uniformità del materiale di rivestimento, il travertino toscano, pietra di produzione locale che si è scelto di utilizzare sia per la pavimentazione esterna che per il rivestimento della nuova piscina”.

Per quanto riguarda gli spazi interni, nel corpo centrale con la hall a doppia altezza viene conservata la pavimentazione esistente in marmo bicolore, in bardiglio e marmo di Carrara. Il restauro dell’intero ambiente della hall si concentra sugli elementi di decorazione in gesso presenti nei corridoi e nei soffitti, sul grande lucernaio in vetri policromi e ferro e sulla pavimentazione in marmo bianco e nero. Nei percorsi principali la pavimentazione è in pietra serena”.

“ Pannelli in marmo traforato di vario colore – conclude – sono l'elemento ricorrente che definisce gli spazi dei vari percorsi e che come un prezioso merletto creano dei giochi di luci e di ombre”. —



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