Proteste
Crolla un pezzo della torre Il Comune chiude il museo
Nuova ferita al Castello di Larciano: massi e detriti cadono nel cortile interno La struttura ora è chiusa al pubblico: è caccia ai fondi per la ristrutturazione
Larciano
Continua a perdere inesorabilmente pezzi la storica torre di Larciano Castello. Il potente temporale della notte fra domenica e lunedì, unito a forti e ripetute raffiche di vento ha dato l’ennesima “spallata” alla fiera quanto pericolante struttura, facendo cadere nel cassero, e cioè nel cortile interno, massi e detriti staccatisi dalla parte angolare della torre stessa. Fortunatamente non ci sono stati danni a persone ma la situazione della rocca adesso sta diventando davvero critica.
Quest’ultimo crollo ha di fatto sancito la chiusura del museo (vedi articolo a fianco) in quanto l’ingresso dello stesso si trova a pochi metri da dove sono piovuti dall’alto sassi e calcinacci e quindi mette a rischio l’incolumità dei visitatori. Fra l’altro i frammenti di torre al momento non sono stati rimossi, né probabilmente potranno essere riutilizzati al momento dei lavori di ricostruzione.
Inoltre si fa particolarmente preoccupante la situazione in prossimità della porta Est perché il muro è fuori asse di quasi un metro e si avvicinando pericolosamente al palo dell’elettricità posto in quell’area.
Un altro capitolo da aggiungere a una storia il cui lieto fine purtroppo tarda a venire. Già a inizio giugno i vigili del fuoco di Pistoia, dopo un attento sopralluogo, avevano vietato l’accesso alla porta nord, ingresso principale dell’antico borgo medievale per pedoni e veicoli. La porta “incriminata” dava infatti segno di cedimento come larghi tratti di murata in quell’area.
Ma non solo. Sassi di grosse dimensioni hanno iniziato a staccarsi dalla cinta muraria, cadendo addirittura vicino alla fermata della scuolabus. Ed in un’altra circostanza per fatalità o semplice fortuna, i tabelloni per le affissioni elettorali erano stati provvidenziali frenando la corsa delle macerie.
Il bollettino non si ferma qui. Anche la porta sud presenta allarmanti segnali di pericolosità con evidenti tratti lesionati. Preso atto di tutto ciò le autorità, prefetto e sindaco in primis, non potevano restare insensibili al grido di protesta e di paura degli abitanti del borgo antico.
Qualcosa si è mosso, Le misure adottate hanno riguardato l’installazione di pannelli in alluminio da parte della Pro Loco sotto le mura, mentre in altri settori a rischio l’amministrazione comunale ha fatto montare delle paratie in legno.
Comunque restano soluzioni provvisorie, tese ad arginare ma non a risolvere definitivamente il gravoso problema. In attesa di trovare i fondi necessari (circa un milione di euro) per i lavori alla cinta ed alla torre, L’amministrazione comunale intanto, a settembre, parteciperà al bando per le città murate e, in seguito, anche a bandi europei.
Ma racimolare i soldi necessari non sarà un’impresa semplice. Intanto la gente del posto, pur con tale pesante spada di Damocle sulla testa, continua la propria battaglia me esige giustamente quantomeno la messa in sicurezza del proprio amato “simbolo” per riuscire a dormire più tranquilli.
Ai tanti turisti, invece, al momento non rimane che la vista del panorama e poco altro. –
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