Toscana
Viaggiatori in piedi sull’autobus diretto Montecatini-Firenze dopo lo stop ai treni
I pendolari snobbano le navette di Trenitalia per Pistoia ma il servizio BluBus diventa un’odissea come la A11
Montecatini. Schiacciati come sardine. Uno addosso all’altro. Ansimanti, accaldati, stanchi dal lavoro e spossati dal caldo di luglio. Il “viaggio della speranza”, la speranza di arrivare in ufficio e magari tornare pure a casa. Una vera odissea in questi giorni per decine di pendolari che salgono sui pullman BluBus della linea Montecatini-Firenze.
«La situazione è ormai fuori controllo – racconta la Tirreno una di loro, Marzia Sensi – non c’è posto per tutti sugli autobus, e la compagnia non ha pensato di aumentare i suoi mezzi in questo periodo estivo nonostante l’interruzione dei treni. E tra l’altro ci troviamo pure con l’importo del biglietto aumentato (le nuove tariffe sono scattate dal 1° luglio: adesso 5,60 euro solo andata, con l’abbonamento Pegaso che è passato da 99,50 a 112,50 euro l’anno, ndr)».
Ha complicato di certo la cosa lo stop ai treni sulla tratta Montecatini-Pistoia, iniziato lunedì e in vigore fino al 2 settembre causa opere preparatorie al raddoppio ferroviario. Molte persone, in partenza dallo scambiatore di piazza Italia, scelgono con criterio di affidarsi a BluBus invece di prendere i bus sostitutivi di Trenitalia e poi il regionale dalla stazione di Pistoia, con un doppio cambio di mezzi pubblici e una mezzoretta di ritardo sulla normale tabella di marcia.
Finisce che la mattina e nel tardo pomeriggio, sulle banchine c’è vera ressa. E sopra i torpedoni si assiste a scene di tensione, si fa a spintoni per accaparrarsi un posto, magari solo in piedi. I pendolari lamentano poca considerazione dalla società che gestisce il trasporto su gomma in provincia, che non avrebbe pensato di aumentare perlomeno temporaneamente la flotta a disposizione nonostante il prevedibile aumento di passeggeri.
Prosegue la protesta: «Tra l’altro da qualche tempo il pullman Montecatini-Firenze, andata e ritorno, non effettua il percorso normale dalla zona di Novoli, ma transita dall’Osmannoro, ha più fermate e ci mette molto più tempo ad arrivare a destinazione. Insomma, vuol dire che hanno tolto il diretto tra la nostra città e il capoluogo regionale».
Come la si vede è un caos, sarà un’estate difficile per chi si muove per lavoro. Non che l’autostrada funzioni meglio: da qualche giorno sull’A11 si sono intensificate le file e i rallentamenti, il traffico è piuttosto intenso e sostenuto. Un problema avvertito anche dai bus sostitutivi di Ferrovie, che viaggiano sulla Firenze-Mare: già alcuni mezzi sono arrivati con parecchi minuti di ritardo alla stazione di Pistoia, quando il primo treno diretto a Firenze era già partito. I pendolari hanno dovuto dunque pazientare ancora un po’ (minimo un’altra mezzora) per salire su un secondo convoglio e avviarsi a destinazione.
Insomma, è meglio stare a casa. –
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