Il Tirreno

Montecatini

indagine del commissariato 

Marito e moglie per un anno tra le grinfie di un truffatore

MASSIMO DONATI

Convinti a sborsare nel tempo più di 75.000 euro per dei presunti investimenti e poi costretti a consegnare  altri soldi con minacce e violenze

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MONTECATINI. Prima la proposta di investire un po’ di soldi in un villaggio turistico in Brasile. Quindi, quella di aprire una società tutta nuova per portare avanti i progetti già avviati e che avrebbero garantito loro lauti guadagni. Poi, quando, ormai in preda a dubbi più che legittimi, marito e moglie – che già avevano sborsato più di 75.000 euro – avevano deciso di uscire dall’affare, erano iniziate le minacce. E anche le violenze. Affinché il flusso di denaro non cessasse.

È con le accuse di truffa aggravata, estorsione e rapina che, martedì mattina, i poliziotti del commissariato hanno notificato a Tiziano Matteoni, 44enne residente a Capraia e Limite, la misura cautelare del gip del tribunale di Pistoia: divieto di dimora nel comune di Montecatini e divieto di avvicinamento e di contatto con le sue vittime. Stessi reati per i quali è stato solo denunciato a piede libero il presunto complice, un trentenne residente a Cerreto Guidi.

L’odissea in cui i due coniugi si sono trovati invischiati nasce nel marzo 2017, quando il marito conosce Matteoni, di fatto titolare di una piccola ditta a Montecatini, la “Europea multiservizi”. Ha bisogno di una segretaria: la moglie viene assunta part-time con la promessa di 300 euro al mese. Soldi che non vedrà mai. Anzi. Già ad aprile Matteoni le propone di investire 6.000 euro in un residence turistico in Brasile: dopo due anni ne avrebbero guadagnati 20-30.000. Intanto per le spese ce ne vogliono altri 2.700. I due coniugi abboccano. E pagano.

A maggio, quando la donna dovrebbe ricevere il primo stipendio, Matteoni chiede ai due un prestito per mandare avanti gli affari: dice che la Finanza ha bloccato tutti i conti. Marito e moglie gli danno 660 euro. Qualche giorno dopo, la nuovo proposta: la vecchia società deve essere chiusa e la donna potrebbe diventare la titolare di quella nuova. Ma ci vogliono 50.000 euro. I coniugi accettano. E prendono un primo prestito da una finanziaria. I soldi Matteoni li vuole in contanti, in piccole tranche: a volte li intasca lui a volte il suo “geometra” di fiducia, il complice di Cerreto Guidi. Ma le richieste di denaro non si fermano e marito e moglie prendono il secondo prestito, di 25.000 euro.

Ma i dubbi sono tanti. E decidono di dire a Matteoni che vogliono finirla lì. E lui passa alle maniere forti. Minaccia di farli picchiare se non verseranno altri soldi. E il 28 dicembre si presenta a casa loro: afferra l’uomo per il collo e lo costringe ad andare al bancomat a prelevare 1.600 euro. E la scena si ripete il 31: stavolta per 900 euro. A gennaio torna alla carica ma il marito gli mostra l’estratto conto: in rosso. Matteoni se ne va minacciandoli. Esasperati, i due vanno al commissariato e raccontano tutto. E partono le indagini che hanno portato alla misura cautelare eseguita martedì. —

MASSIMO DONATI .

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