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Il sindaco Giurlani e l’assessora alla cultura Guidi hanno presentato la manifestazione in programma alla Cava Nardini di Vellano 

Artisti da tre continenti alla terza edizione del simposio di scultura

Artisti da tre continenti alla terza edizione del simposio di scultura

l’eventoIl sindaco di Pescia Oreste Giurlani e il vicesindaco con delega alla cultura Guja Guidi hanno presentato, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella Sala giunta del Comune di...

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l’evento

Il sindaco di Pescia Oreste Giurlani e il vicesindaco con delega alla cultura Guja Guidi hanno presentato, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella Sala giunta del Comune di Pescia, la terza edizione di “Scultori in cava”, simposio internazionale di scultura che sarà visitabile dal 22 luglio al 5 agosto alla Cava Nardini di Vellano, dalle 10 alle 19.

«Siamo onorati di presentare e patrocinare un grande evento culturale che da Vellano coinvolge praticamente tutto il mondo. È certamente un fiore all’occhiello per l’amministrazione comunale e per l’intera città per i notevoli risvolti culturali e sociali di questo simposio. Ringraziamo il direttore artistico Silvio Viola e il titolare della cava Marco Nardini per il grande impegno e l’eccezionale risultato conseguito».

Questa la presentazione di Siliano Simoncini: «Per il III° simposio internazionale di scultura, la cava Nardini di Vellano vedrà all’opera sei artisti provenienti da tre continenti: Asia, America, Europa. Il rilevante successo delle prime due edizioni ha fatto sì che la manifestazione sia divenuta un punto di riferimento importante per gli artisti di ogni parte del mondo. Lo scopo degli organizzatori è chiaro: evidenziare come le peculiarità dell’esperienza scultorea “globalizzata” accomuni autori di nazioni diverse come l’Iran, gli Stati Uniti, il Giappone, l’Austria, quanto il nord e il sud dell’Italia.

La cultura delle arti visive, da qualche tempo, è attiva su due fronti: internazionalismo e localismo. La circolazione degli stili, evolutisi dalle avanguardie storiche, si è arricchita di peculiarità linguistico-espressive facendo sì che uno stile “universale” si diffondesse a macchia d’olio in ogni dove.

Al contempo però, l’esperienza degli autori “resilienti”, le cui opere sono la manifestazione esplicita del valore identitario dei luoghi di appartenenza ha, in certo qual modo, contribuito a mitigare l’omogeneità dell’internazionalismo linguistico e così, le peculiarità etniche delle culture si sono insinuate fino a far emergere elementi di contaminazione.

A questo hanno mirato Silvio e Marco, nel tentativo di distinguere la manifestazione “Scultori in cava” dalle numerose, ovunque in atto nel mondo, perché consapevoli che era necessario “fare il punto” della situazione riguardante il produrre scultura oggi; quindi, per loro, il fine è di promuovere un evento artistico che funga da “manifesto” programmatico». –

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