Il Tirreno

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Pescia 

Due lodi e altri tredici cento tra i maturi del Lorenzini

Elena Guerri

Fine della scuola superiore ma anche di un capitolo indimenticabile della crescita per gli oltre 137 ragazzi  che hanno ottenuto il diploma

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Pescia

Ore e ore a studiare, l’ansia delle prove, il timore dei commissari esterni e poi il respiro di sollievo di fronte ai tabelloni con i voti. Alcuni hanno desiderato un sessanta, altri hanno agognato un settanta e altri ancora l’ambito numero a tre cifre. Senza ombra di dubbio, comunque, vi è stata la medesima certezza per tutti di essere maturi. Una gioia dolce e amara, considerata la necessità di dover salutare quel liceo, a cui sono legati i ricordi degli ultimi cinque anni.

Sono stati 137 i diplomati del 2017/2018 all’istituto Lorenzini di Pescia, tra questi spiccano le due lodi di Lucrezia Cerchiai e di Guido Petri della 5A scientifico.

«Sono felice di aver raggiunto la lode – ha sottolineato Lucrezia – e mi sono sentita ricompensata per questi anni duri, ma bellissimi. Dopo aver preso visione del voto finale, ho però definitivamente realizzato che questo cammino era finito e ho avvertito come un senso di vuoto nostalgico. Adesso, però, desidero superare il test di ammissione a medicina, anche se sarà difficile. È il mio sogno, lo è sempre stato da quando ero bambina».

Cento anche per Yijiang Fan della medesima sezione. Per quanto riguarda il classico, nella 5 ACSU, classe articolata con le scienze umane, vi sono stati ben sette centisti. Ecco i loro nomi: Giorgio Giuseppe Ruggiero, Chiara D’Amaddio, Fernando Pio De Vito, Lisa Vezzani, Aurora Bertucci, Elizabeth Vezzosi e Giorgio Autuori.

«Ho sperato nel cento lavorando fino all’ultimo momento – ha commentato Giorgio –. Ho concluso un percorso meraviglioso, non solo per la sua tranquillità e per lo stile di lavoro da cui è stato caratterizzato, ma anche per le opportunità che mi sono state date dalle persone che ho avuto la fortuna di avere con me, tra cui insegnanti e compagni. Adesso concentrerò tutte le mie forze la prova di medicina».

Tanta felicità, sollievo e un pizzico di nostalgia anche per Chiara D’Amaddio. «La speranza – ha affermato Chiara – è quella di poter mettere a frutto tutto quello che ho acquisito durante il liceo nel’universitào: mi iscriverò molto probabilmente alla facoltà di Scienze politiche a Pisa, per prendere la specializzazione in relazioni internazionali e magari tentare in seguito la carriera diplomatica o giornalistica».

Il cento è stato inaspettato per Irene Pancani della 5 BSUA: «Ho anteposto lo studio davanti a tutto, perché ho sempre pensato che solo grazie ad esso sarei potuta essere realmente libera. Quando ho visto le tre cifre scritte accanto al mio nome, mi sono sentita orgogliosa di me stessa. Forse, sceglierò l’Università di Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale di Firenze».

Tra gli studenti meritevoli del massimo anche Filippo Passarella, Giulia Milani, Alice Caralli, Anna Campioni, Letizia Ingenito e Elena Lucchesi. –

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