Il Tirreno

Montecatini

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L’unico “duello rusticano” del 2018 risale alla sera del 26 gennaio in via Toti

A. G.

Il responsabile, un albanese  di 35 anni, si dette alla fuga  per costituirsi 4 mesi dopo ai carabinieri. Gravi le ferite  che aveva inferto a due fratelli

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MONTECATINI. Di notti di coltello Montecatini ne ha vissute parecchie. Se non in viale Verdi, comunque in altre zone del centro. Soprattutto nel rettangolo tra piazza del Popolo e la stazione piccola. Aggressioni, liti, piccole rapine. Alla fine, troppo spesso, spunta una lama in mano a qualcuno. E protagonisti non sono solo stranieri, o figli di immigrati, come si ha la tendenza a credere. Ma in molti casi a rimanere coinvolti sono anche giovani montecatinesi. In qualche caso, come quello successo venerdì notte, ragazzi incolpevoli che hanno dovuto pagare un prezzo troppo alto per essersi intromessi in fatti di altri, per aver giustamente preso le difese della parte più debole. Altre volte, invece, no.

Ma i duelli rusticani si erano a dire la verità assottigliati. Forse è una riflessione che finirà solo come spunto di statistica, che non ha un vero e proprio motivo. O forse davvero il controllo del territorio è più capillare. Comunque l’unico episodio del 2018 risale alla notte del 26 gennaio, davanti a un bar di via Toti. Qui due fratelli albanesi di 20 e 23 anni furono accoltellati da un connazionale trentacinquenne che poi fece perdere le sue tracce. Prima ferì uno dei due con fendenti all’addome e a una gamba; poi colpì anche il più piccolo che era uscito dal bar per soccorrerlo. L’aggressore se ne tornò in Albania, ma quattro mesi dopo decise di costituirsi ai carabinieri di Pistoia che lo cercavano per tentato omicidio. –

A. G. .

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