Sicurezza
Gli anni ’70 profumano di solidarietà
Rimpatriata tra amici vestiti come 40 anni fa con incasso a scopo benefico
MONSUMMANO. Metti una sera frizzantina di inizio estate nella quieta campagna di Pozzarello , illuminata dalla luna, e l’intramontabile dj Marchino Gandolfi nell’improvvisata consolle a scandire il tempo (o forse a cercare di fermarlo), sulle inconfondibili melodie di Gloria Gaynor, Donna Summer, i Gibson Brother e via discorrendo. In pista giovani e meno giovani rigorosamente in abbigliamento anni ’70, molti dei quali con parrucca annessa.
A prima vista potrebbe essere la classica operazione nostalgia di chi non vuole rassegnarsi all’ineluttabile cambio generazionale dei gusti musicale, o di chi è legato a quell’epoca magari da struggenti ricordi sentimentali e non. Invece è l’ennesima dimostrazione di come, spesso, sano divertimento e solidarietà vanno perfettamente a braccetto.
A spiegare il motivo dell’iniziativa sono Roberto Innocenti e la moglie Manuela, perfetti padroni di casa, che hanno messo a disposizione la loro location con squisito senso dell’ospitalità, per cercare di aiutare un amico sfortunato, da anni impegnato in una strenua battaglia con una grave patologia. «Abbiamo coinvolto e riunito tanti amici, molti accompagnati dai figli – dice Roberto, in versione Shel Shapiro senza barba – con l’obiettivo di fare una bella rimpatriata allietata dai suoni della nostra gioventù ed allo stesso tempo sperando di racimolare qualche soldino per dare una mano a chi ha avuto meno fortuna di noi. Devo dire che, sotto questo punto di vista, l’happening ha avuto un ottimo riscontro è di ciò ne siamo particolarmente orgogliosi. Come siamo grati al vicinato di aver sopportato qualche decibel di troppo, avendo capito l’intento della serata». C’è chi ha portato le torte, chi ha preparato la sangria e pensato alle altre vivande. «Quando si organizzano queste iniziative – chiude Manuela – ognuno deve fare la propria parte e noi siamo un gruppo ben collaudato».
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