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Il parere legale arrivato in zona Cesarini

Il parere legale arrivato in zona Cesarini

Tra i colpi di una campagna al veleno quello sulla costituzione parte civile del Comune contro Giurlani

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PESCIA. Colpi bassi, intrighi, rivelazioni scottanti. Sono da sempre gli ingredienti di ogni competizione elettorale. Molto più raro il fair play, almeno dalle nostre parti.

Ma pur nella consuetudine, a cui siamo abituati, un clima avvelenato come quello che ha caratterizzato questa campagna elettorale non è passato inosservato. Fino al giorno del voto, in cui sui social ha iniziato a circolare la risposta che il commissario Silvia Montagna, avrebbe fornito al gruppo politico Fratelli d’Italia in merito all’opportunità per il Comune di Pescia di costituirsi parte civile nel procedimento Giurlani Uncem. Ricordiamo che era stato lo stesso commissario a richiedere un parere legale a tal proposito, “parere acquisito in tempi brevissimi” scrive sul suo profilo facebook Marino Angeli, candidato nella coalizione Conforti, ma divulgato solo tardivamente e dopo che un gruppo politico ne ha fatto richiesta, nonostante la medesima richiesta fosse giunta quasi un mese prima (28 maggio) da parte di sei candidati a sindaco. Non c’è stato candidato, tra gli avversari di Giurlani, che non lo abbia sempre, costantemente evocato nel corso della propria campagna elettorale (chi più, chi meno) relegando programmi e contenuti in una posizione subalterna rispetto alla “questione morale”.

Ma questo, come ha sottolineato più volte lo stesso Giurlani, ha finito per ritorcersi contro i suoi avversari con effetto boomerang. Alla prova dei fatti, cioè del risultato elettorale.

«Fino all’ultimo giorno i 75 che si sono candidati con me, a prescindere dal fatto che fossero stati o meno eletti mi sono stati vicini – ha sottolineato Giurlani – domenica sera mi hanno accompagnato anche in Comune. Alla fine posso dichiararmi soddisfatto, ciò non di meno non è stato un percorso semplice, lineare, psicologicamente è stato faticoso, provante». Bando ai veleni, c’è chi in queste ore, continua a postare sui social che “Giurlani non è il suo sindaco”.

Quanto gli impegni in tribunale distoglieranno il primo cittadino dagli impegni istituzionali? «Quasi certamente sarò rinviato a giudizio – sottolinea Giurlani – non so quando inizierà il processo, ma so che non mi distoglierà dal mio mandato. Avrò una squadra dietro di me, unita e coesa, e questo mi rassicura. E poi sono sereno e pronto a dimostrarmi innocente». (m. s.)

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