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I moschettieri di Oreste Già decisa mezza giunta

di Luca Signorini
I moschettieri di Oreste Già decisa mezza giunta

Guidi e Brizzi braccio destro e presidente del consiglio, poi spunta Morelli Il neo sindaco: «Tre assessori dall’esterno, ma voglio gente esperta»

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PESCIA. Alle 1,30 nella notte del trionfo, rimessa la giacca scura per riacquistare un tono che per la verità mai ha voluto, Oreste Giurliani, da un'oretta fi nuovo sindaco, si concede a un taccuino che cerca indicazioni per il futuro. Nel giro di dieci giorni, da qui al consiglio comunale di insediamento, c'è da fare una giunta.

Giurlani non si sottrae: «Guja Guidi sarà assessore, Vittoriano Brizzi presidente del consiglio comunale, a lui piace così. Una terza persona la prenderò dalle liste che mi appoggiavano. Gli altri tre assessori, invece, possono provenire anche dall'esterno, ma voglio in squadra con me persone esperte e che sappiano cosa vuol dire amministrare. C'è da fare ripartire una città».

Per il profilo indicato potrebbe già esserci un nome e un cognome: quello di Aldo Morelli, ex Partito democratico, già presidente della Provincia di Pistoia per due mandati, sindaco di Lamporecchio e consigliere regionale. Chioma canuta e occhiali, 68 anni, Morelli nelle due recenti notti elettorali non ha mai lasciato il comitato di Giurlani in Borgo della Vittoria. Più defilato durante i brindisi, in seconda fila, ma comunque anche lui sempre presente tra i sostenitori del nuovo sindaco, c'era Franco Baldaccini: numero due di Roberta Marchi in municipio, poi nominato proprio da Giurlani amministratore unico del Mefit, il Mercato dei fiori della Toscana.

Guja Guidi e Vittoriano Brizzi sono ultra noti a Pescia: tra i più votati al primo turno con 103 preferenze a testa, e con alle spalle esperienze da amministratori, la prima con tutta probabilità sarà vicesindaco, il secondo invece dirigerà i lavori del consiglio comunale. Si prevede poi un ruolo di rilievo per Matteo Bartolini, stretto collaboratore di Giurlani e suo segretario personale quando è stato sindaco per la prima volta: rimasto sempre dietro le quinte, c'era chi domenica notte già lo chiamava assessore.

Euforia vera, cori da stadio e applausi prolungati in una città altrimenti silenziosa, «dove l'unico bar aperto è quello dell'ospedale», azzarda qualcuno quando il centinaio di supporter pro Giurlani attraversano piazza Mazzini per dirigersi in municipio. Un saluto veloce ai dipendenti dell'ufficio elettorale e poi in sala giunta, al primo piano di Palazzo del Vicario. Qui il neo sindaco torna ad emozionarsi: «Non entravo in questa stanza dal 1° giugno 2017, da quando ho rassegnato le mie dimissioni».

Tra la folla c'è Giancarlo Mandara, l'unico tra i candidati sindaci sconfitti al primo turno che ai suoi elettori ha dato un'indicazione precisa per il ballottaggio: votate centrodestra e Francesco Conforti. E nella sezione 18 di Collodi, dove Mandara vive ed è attivo nell'associazionismo, Conforti in effetti ha vinto: 198 voti a 164. È l'unica sezione che il medico ha conquistato. Sorride, ma di amarezza, Oliviero Franceschi, che a costo di farsi dileggiare non ha voluto perdersi la celebrazione del secondo ingresso in Comune del suo avversario politico: forte di 165 preferenze personali, il capogruppo della Lega Nord che appoggiava Conforti, ha comunque mantenuto il suo scranno in consiglio.

Più o meno scoccata la mezzanotte sono partiti i festeggiamenti, alla conta mancavano sette sezioni su venti ma il risultato era acquisito. Giurlani e il suo refrain, “lontano dai partiti, vicino ai cittadini”, scende quasi al volo dall'auto in Borgo della Vittoria e viene sommerso dagli abbracci. Le telecamere e i microfoni lo cercano. “Oreste, Oreste”: nessuno lo chiama sindaco ma con il nome di battesimo. Rimarca lo spirito di una campagna elettorale al veleno, del suo impegno da primo cittadino: «Il risultato è storico, sono stato richiamato alla guida della città a furor di popolo. Questi non sono soltanto voti, ma firme per la mia persona. I pesciatini hanno battuto una coalizione di partiti, eravamo noi contro tutti. Già al primo turno avevamo ottenuto un ottimo risultato, in questo secondo turno sono tornate a votare le persone che mi avevano dato fiducia, e tanti altri che hanno capito che solo con me Pescia può davvero ripartire».

I numeri sono da leggere: il 10 giugno Giurlani e le sue cinque liste civiche collegate avevano totalizzato 3.367 voti, dopo due settimane i voti sono 4.087, 720 in più. Nonostante l'affluenza alle urne sia calata di oltre dieci punti (il 55,54% contro il 43,32% di domenica). “Le avventure di Giurlani” adesso continueranno in Comune, l'unico sindaco ad avere un menestrello (Manolo Strimpelli) che lo canzona ma lo sostiene. E continueranno anche in sede giudiziaria: domani è in programma l'udienza dal Gup della procura di Firenze, dove si deciderà sul rinvio a giudizio o meno per l'accusa di peculato, in quanto accusato id aver sottratto 570.000 euro per fini personali dal conto dell'Unione delle comunità montane di cui era presidente. Avanti tutta! (altro slogan).

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