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Giurlani si riprende il Comune col 61%

Giurlani si riprende il Comune col 61%

Non c’è stata gara per Conforti battuto in quasi tutte le sezioni. Il neo sindaco: «I cittadini hanno creduto in me, ripuliremo la città»

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PESCIA. A neanche tre quarti d’ora dall’inizio degli scrutini (iniziato alle 23), quando erano arrivati i risultati di 10 sezioni su 20, la riconquista di Oreste Giurlani del Palazzo comunale era ormai notizia certa. Dieci sezioni su 10 gli avevano dato la preferenza, con il 60% di voti contro il 40% di Francesco Conforti. E alla fine il risultato sarà anche migliore: 61,3% contro il 38,7.

A mezzanotte Giurlani, emozionatissimo, occhi lucidi, abbraccia tutti. «La vittoria è dei cittadini di Pescia, vuol dire che credono in me e hanno fiducia in me. Campagna elettorale esaltante, ci credevamo ma tante sono state le difficoltà: l’attenzione sulla mia vicenda, il fango su di me. Penso di avere più forza di prima, più passione e determinazione. Il primo atto sarà ripulire la città, ridargli splendore, far ripartire la macchina amministrativa». E a quel punto è partito il brindisi.

Conforti ha accettato la sconfitta: «Rispetto la scelta degli elettori, mi dispiace per il risultato. Ci sarà di nuovo uno stallo per le vicende giudiziarie di Giurlani. Faremo opposizione seria e costruttiva».

A Pescia dunque il raggio verde del ministro degli Interni Matteo Salvini si è stemperato nell’azzurro stinto del medico forzista: se è vero che la Lega a Roma marcia a fianco dei pentastellati, e negli enti locali, invece, è ancora alleata organica al centrodestra, qui a Pescia tutto questo non si è visto. È bastato che un sindaco dimissionario per un’inchiesta di peculato (ma non legata alla sua attività di primo cittadino di Pescia, bensì al periodo in cui è stato presidente regionale delle Comunità montane, come ha sempre tenuto a sottolineare lui), si ripresentasse sciorinando i buoni risultati da amministratore della sua città, per sbarrare la strada al rappresentante del centrodestra. Il fatto è che gli avversari di Giurlani al primo turno, e poi Conforti al ballottaggio, hanno scelto di contrastarlo ripetendo come un mantra che lui era sotto schiaffo della magistratura, che se fosse stato condannato questo avrebbe potuto portare chissà quante sciagure al Comune. Quasi niente, invece, da contrapporre al suo puntiglioso elenco di opere avviate durante la sua prima legislatura, e da completare nella seconda. Niente di paragonabile, poi, ai chilometri macinati dall’Oreste in tutti gli angoli del vasto comune, dalla piana alla montagna. Non c’è stato un alimentari, un bar, un ristorante che non abbiano ricevuto la sua visita. E poi la campagna mediatica via Facebook, con il menestrello personale che lo dileggiava e al tempo stesso ne tesseva le lodi. Ieri mattina, si è capito da che parte spirava il vento già dalla rilevazione dei votanti delle 12: non arrivavano al 16 per cento (15,72%), un calo di quasi 4 punti rispetto al primo turno (19,66%). Non un buon segnale per chi doveva recuperare ben 16 punti (38,8% Giurlani, 22, 6% Conforti il 10 giugno). E dal buon giorno Giurlani è arrivato in carrozza ai festeggiamenti della sera. (a.g./lu.si)

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