Il dolore
Giurlani-Conforti, in scena il duello finale per Pescia
Al primo turno l’ex sindaco, appoggiato da 5 liste civiche, ha ottenuto il 38,8% Il rappresentante dei partiti di centrodestra si è invece fermato al 22,6%
PESCIA. La partita elettorale più discussa della storia pesciatina si gioca oggi e vede contrapposti l'ex sindaco Oreste Giurlani, che al primo turno ha ottenuto il 38,8%, pari a 3.367 voti, e Francesco Conforti a capo della coalizione di centrodestra, costretto ad inseguire, partendo dal 22,6%, pari a 1.958 voti.
I duellanti. Giurlani è sostenuto da 5 liste civiche: “Avanti Tutta Pescia con Giurlani” che nelle elezioni del 10 giugno ha preso il 16,4 per cento (1.284 voti), “Insieme per Pescia Giurlani” 8,3 per cento (649 voti), “Giovani con Giulani” 3,7 per cento (293 voti), “Vivi Pescia Giurlani sindaco” 6,2 per cento (491 voti) e "Pescia Solidale Giurlani" 1,4 per cento (111 voti). Conforti è appoggiato dalla lista civica “Francesco Conforti per Pescia” che ha ottenuto il 6 per cento (472 voti), “Forza Italia Berlusconi per Conforti” 5,7 per cento (448 voti), “Sindaco Conforti Fratelli d'Italia” 2,8 per cento (226 voti) e “Lega Toscana Salvini” 9,1 per cento (715 voti).
La campagna elettorale. Si conclude, dunque, una campagna elettorale al vetriolo incentrata poco sui contenuti e molto sulla bufera giudiziaria che esattamente un anno fa ha travolto l'ex sindaco. Conforti, che deve recuperare uno svantaggio di 1.409 voti, fino all'ultimo ha sottolineato come una vittoria di Giurlani sarebbe «letale nei rapporti istituzionali con gli enti pubblici», così come verso i soggetti imprenditoriali privati e verso i media. «Già infatti è apparsa irresponsabile la scelta di candidarsi nonostante le accuse gravissime – ha evidenziato – un fatto contrario a quel galateo istituzionale cui ogni saggio amministratore dovrebbe attenersi, e questo a prescindere dall’esito finale della sua vicenda, che ci auguriamo migliore del suo traumatico inizio».
Dal canto suo Giurlani ha accusato il suo avversario di diffondere “fake news”: quella che i dati economici da lui diffusi non sono veri, che se andasse a processo ne conseguirebbe la paralisi delle attività amministrative del Comune, che ci sono stati incontri segreti per stabilire gli apparentamenti in vista del ballottaggio, che il suo programma è fatto di “effetti speciali” poco credibili, che non ha il diritto di professarsi “lontano dai partiti” essendo da sempre stato in stretto contatto con essi, e che infine ha paura perché il suo 38,8 per cento è ben lontano da quel 63,3 che lo vide trionfare nel 2014. Inoltre, Giurlani ha sempre tacciato Conforti di avere riproposto la vecchia giunta Marchi ripescando personaggi di quella stagione politica nefasta per Pescia. “Invece di parlare del loro programma hanno parlato solo di me – ha sottolineato Giurlani – in questo modo speravano di colpirmi, ma si sono autodistrutti. Prova ne è la perdita di voti che i partiti di Centrodestra hanno subito da tre mesi a questa parte».
Niente alleanza. Nessuno degli altri competitor, estromessi al primo turno, ha dato indicazioni di voto in vista del ballottaggio di oggi, quindi il risultato che uscirà dalle urne potrebbe essere sorprendente fino alla fine. Poi c'è il partito più numeroso, quello dell'astensione. Al primo turno solo il 55,5% degli aventi diritto è andato a votare pari a 9.006 elettori.
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