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Entra nel suo capannone e trova il corpo dell’amico

Entra nel suo capannone e trova il corpo dell’amico

Tragedia ieri mattina in un edificio industriale in via Vecchia Camporcioni a Ponte La vittima è un uomo di Camaiore che aveva chiesto una sistemazione provvisoria

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PONTE BUGGIANESE. Un malore fatale se l’è portato via, nel sonno. Giuseppe Giannecchini, 59 anni, originario di Camaiore, mercoledì sera si è fatto una doccia, poi è entrato nel letto. E non si è più svegliato. Così lo ha ritrovato, ieri mattina, un conoscente – nonché il titolare di un’azienda di logistica che aprirà a breve – che gli aveva prestato un locale con servizi all’interno dello stabile (e sede della ditta) in via Vecchia Camporcioni, a Ponte Buggianese. Quando l’uomo è entrato all’interno del fabbricato deve aver capito subito la gravità di quello che era successo e ha immediatamente chiamato i soccorsi. Sul luogo sono intervenute un’ambulanza della locale Croce Oro e anche l’automedica del 118. Ma i sanitari, alle 11,40, non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Giannecchini, già da tempo, aveva smesso di respirare. La sua morte, avvenuta per cause naturali (probabilmente di origine cardiocircolatoria) ha sconvolto l’intero stabile dove si trovano circa una decina di attività. Nessuno lo conosceva, ma qualcuno, nei giorni scorsi, lo aveva notato.

«Capitava – dicono dalla vicina autofficina – di vedere delle persone impegnate a pulire i locali. Non sappiamo nemmeno il nome dell’azienda che dovrà arrivare, ma l’apertura di una nuova attività è sempre ben accetta. Finalmente, in quell’angolo abbandonato da un po’, notavamo del movimento. C’era un po’ di gente che andava e veniva. Ma questa tragedia ci addolora profondamente».

«Non avevamo capito la gravità della situazione – aggiungono dall’autolavaggio – eravamo impegnati ognuno con il nostro lavoro e quando abbiamo visto arrivare l’ambulanza abbiamo pensato a un malore, forse per via del troppo caldo. Ma l’arrivo dei carabinieri ci ha fatto pensare subito al peggio. E purtroppo è una grande disgrazia. Anche se non avevamo scambiato neanche una parola, ci dispiace moltissimo».

È calato il silenzio intorno allo stabile di via Vecchia Camporcioni. E l’ora di pranzo e gli artigiani si affrettano, salgono in macchina, hanno poca voglia di parlare. Escono dal cancello, non prima di aver gettato un ultimo sguardo dietro di loro. E, forse, pensano a chi fosse quell’uomo che se n’è andato. Giannecchini era separato, aveva un figlio. Aveva chiesto a un conoscente uno spazio per dormire, in attesa di trovare una sistemazione migliore. Che, purtroppo, non arriverà. Le indagini sono state condotte dai carabinieri che ben presto hanno accertato che le cause della sua morte erano naturali. E una volta conclusi gli accertamenti, la Procura ha autorizzato la restituzione della salma ai familiari.

Martina Trivigno

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