Sicurezza
La fondazione Collodi dice no ai privati «Il Parco è pubblico»
L’ente sul dibattito elettorale relativo ai progetti per Pinocchio «Il futuro sindaco non può andare contro l’interesse collettivo»
PESCIA. Il richiamo diretto è Oreste Giurlani, ma è evidente che si tratta di un monito anche per Francesco Conforti. Tra quattro giorni i pesciatini tornano alle urne per il ballottaggio e tra i temi forti di questo fine campagna elettorale c’è Collodi. Per la precisione il suo futuro tra progetti di sviluppo turistico e culturale. Ed è proprio su questo che interviene la Fondazione nazionale Carlo Collodi, che da 60 anni si occupa del progetto del parco, ponendo un vero e proprio aut aut a entrambi i candidati: «La spiccata diversità tra la Fondazione e i soggetti privati, tra il progetto di un parco policentrico edutainment e il progetto di luoghi di puro divertimento, rende non opportuno né conveniente unire i progetti e gli intenti, unione che porterebbe esclusivo beneficio alle operazioni speculative dei soggetti privati», scrive il presidente Pier Francesco Bernacchi.
Di una revisione e rilancio dei progetti per e su Collodi hanno parlato in più occasioni sia Giurlani sia Conforti. Entrambi, anche se con sfumature diverse, concordano sulla necessità di rivedere quanto finora programmato e fatto, anche coinvolgendo maggiormente i privati. Punto, quest’ultimo, sottolineato in particolare dall’ex sindaco-imputato-ricandidato.
Un’ipotesi a cui la Fondazione dice no: «La nostra prospettiva è e resta il perseguimento di un interesse pubblico con la valorizzazione delle radici di Pinocchio, i privati si propongono di realizzare solo parti del Parco a loro convenienti».
L’interesse pubblico, ricorda l’ente, regola tutti i rapporti con gli esterni. «La Fondazione – sottolinea Bernacchi – ricerca e favorisce l’intervento di privati che possano realizzare parti del Parco policentrico uniformi alle previsioni dell’Accordo di programma vigente (firmato nel 2001 e confermato anche da Giurlani, ndr), prevedendo modalità di partecipazione in un nuovo soggetto la cui azione sia efficiente, remunerativa e controllata affinché siano garantiti: il fine dell’interesse pubblico generale e in particolare quello dei residenti; il rispetto delle norme urbanistiche in materia di infrastrutture viarie e di dotazione di parcheggi; l’osservanza delle norme di salvaguardia ambientale di Collodi».
Per questo l’ente ricorda di aver già «sostenuto gli ingenti oneri finanziari per la progettazione del nuovo Parco Policentrico Collodi Pinocchio; promosso il reperimento di finanziamenti pubblici, in particolare per la nuova viabilità e i parcheggi, e di privati investitori per la realizzazione del parco; messo in sicurezza il progetto acquistando tutti i terreni necessari alla realizzazione del parco e tra alcune settimane inizierà i lavori di ampliamento del Parco di Pinocchio con il nuovo Paese dei Balocchi».
«Gli enti pubblici, e in particolare il Comune di Pescia, non possono vincolare i progetti e due entità proponenti (Fondazione e privati, ndr) così diverse ad un percorso comune – conclude Bernacchi –. La Fondazione Carlo Collodi non è disposta ad accettare quanto chiaramente contrario al pubblico interesse e a criteri di oggettività e trasparenza».
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