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Contributi del Comune a 350 famiglie italiane

Contributi del Comune a 350 famiglie italiane

Il sindaco Rinaldo Vanni rende noti gli interventi sociali per i bisognosi «Solo per gli alloggi popolari, agli stranieri ne sono stati concessi 6 su 140»

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MONSUMMANO. L'anno scorso 350 famiglie italiane residenti in città hanno ricevuto un qualche tipo di contributo sociale dal Comune di Monsummano. Le famiglie di origine straniera in questa classifica, sempre riferite al 2017, sono in tutto 142. Il report aggiornato è stato pubblicato dal sindaco Rinaldo Vanni per «dovuta trasparenza: molte di queste persone hanno reddito Isee pari a zero o poco più», sottolinea. C'è anche il dato che riguarda l'assegnazione delle case popolari, che il sindaco definisce di «particolare rilevanza»: i 140 alloggi che si sono resi disponibili dal 2012 a oggi, sono andati a 132 italiani e a 6 stranieri.

Il municipio spende circa 1 milione di euro l'anno per gli aiuti ai residenti in difficoltà socio-economica (nella cifra ci sono comunque compresi i finanziamenti regionali), anche se una bella fetta di questi soldi (785.000 euro) viene destinata alle attività della Società della Salute della Valdinievole, che dunque costa più o meno 36 euro ogni abitante (che a Monsummano sono oltre 22.000).

Nello specifico, da gennaio a dicembre 2017 sono state 126 le persone (95 italiane e 31 straniere) che hanno avuto accesso all'Emporio Solidale gestito dalla Croce Rossa nell'ex carrozzeria di via Matteotti, un progetto finanziato con 40.000 euro dall'amministrazione. Seguono i contributi per la bolletta dell'acqua (121 in totale, 89 erogati a italiani) e i contributi per il pagamento dell'affitto (109, 21 a residenti di nazionalità straniera). Quindi gli esoneri per la mensa della scuola materna: dei 107 complessivi, gli italiani superano gli stranieri di 9 unità. Poi il progetto di reinserimento lavorativo che ha coinvolto 24 persone, in 5 famiglie (solo 1 straniera) hanno invece ottenuto l'esonero per la retta dell'asilo nido di via della Resistenza. Quanto ai numeri assoluti, i residenti che si sono rivolti al Comune per un sostegno o un'agevolazione economica, negli ultimi cinque anni sono calati parecchio: dagli 809 del 2012 ai 492 del 2017, passando per i 587 del 2014 e i 461 del 2016. Tra l'altro gli uffici di piazza Quattro Novembre da qualche tempo a questa parte hanno avviato quello che è stato definito “un meccanismo di giustizia sociale”, in sostanza un giro di vite per stanare i furbetti dei benefici, coloro cioè che li ottenevano senza averne diritto. Dito puntato sugli inquilini delle case popolari (con rilevazioni e accertamenti incrociati su contratti e residenze) e anche sulle dichiarazioni Isee, da accompagnare con altra documentazione per certificare le esigenze di reddito.

Luca Signorini

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