Proteste
«Ancora crolli al cimitero nell’indifferenza generale»
Pescia, dopo la chiesa anche una parte dei loculi non si possono più raggiungere Un cittadino: «Nessuno si cura del problema, nemmeno in campagna elettorale»
PESCIA. Il cimitero cade a pezzi, nell’indifferenza generale. A denunciarlo un cittadino che da poco ha perso un genitore, alle cui spoglie non può rendere omaggio perché l’accesso ad alcuni loculi è stato transennato a causa del distaccamento di alcuni pezzi di un cornicione.
Oltre all’accesso alla chiesa, dunque, interdetto ormai da sei anni, da qualche settimana anche l’accesso al blocco di loculi adiacenti alla chiesa, sul lato sinistro, è stato chiuso a causa di un nuovo crollo. L’ennesimo. «Ho contattato la dirigente responsabile dell’ufficio tecnico per fargli notare che non potevo accedere – ha raccontato al Tirreno Paolo Franchini –. Mi ha risposto che era all’oscuro del problema, e che mi avrebbe fatto sapere, ma ad oggi non ho avuto risposta alcuna».
«Colpa di una politica assente», secondo il cittadino. E non è l’unico a pensarla così. «Ho percepito una totale indifferenza nei confronti del problema – ha proseguito Franchini – anche durante la campagna elettorale nessun candidato ha evidenziato i problemi cimiteriali, sebbene ormai non crediamo alle promesse elettorali».
Da anni i cittadini lamentano il disagio di fronte all’impossibilità di portare un fiore ai propri cari tumulati all’interno della chiesa, ma adesso il problema dell’agibilità e dell’accesso ai loculi sembra non essere circoscritto solo alla chiesa. L’anno scorso anche l’ex ragioniere capo del Comune, Fabio Rossi, era intervenuto sulla vicenda dicendo che la giunta di Oreste Giurlani aveva annunciato un progetto, mai partito, relativo alla costruzione di nuovi loculi e interventi sulla chiesa e sugli edifici laterali al cimitero ormai vetusti e pericolosi.
«Negli strumenti di programmazione contabile e, precisamente, nel piano investimenti per il triennio 2017/2019, non si trova traccia di lavori al cimitero – aveva rilevato l’ex funzionario comunale – nonostante i proventi da concessioni cimiteriali che potevano essere legittimamente destinati al finanziamento dei lavori nello stesso».
Anche nel bilancio triennale 2017/2019 sono previste risorse a titolo di introiti derivanti da concessioni cimiteriali (240 mila euro per ogni anno del triennio). Ma allora perché i lavori al cimitero non sono ancora partiti? «Questi dati palesano, inequivocabilmente, la mancata volontà di dare concretezza ai necessari investimenti al cimitero del capoluogo – concludeva Rossi – per l’esecuzione dei quali non è sostenibile la storiella della mancanza di risorse adeguate».
Intanto un altro anno è trascorso nell’immobilismo.
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