Sicurezza
Vescovi “commissaria” la Lega a Pescia
Conforti: «Deluso dalle divisioni». Il segretario regionale: «Da oggi in campo io e le migliori forze del partito nel pistoiese»
PESCIA. È verde, non turchino, ma come la fata arriva a Pescia per allontanare Pinocchio da Lucignolo ed evitare che finisca tra le mani di Mangiafuoco. La nuova versione della fiaba non è scritta da Collodi ma dal centrodestra pesciatino impegnato a ritrovarsi in vista del ballottaggio. Va da sé che Mangiafuoco, vista l’ambientazione, è l’ex sindaco-imputato-ricandidato Oreste Giurlani. E che Pinocchio sia Francesco Conforti, non certo perché dica bugie (l’eventuale naso lungo lo si vedrà se diventerà sindaco) ma per la sua capacità di trovarsi nei guai. E i problemi per il centrodestra di Pescia arrivano soprattutto dalla Lega, novello Lucignolo capace con divisioni e liti di rendere più difficile la scalata al Comune. Da qui l’intervento di Manuel Vescovi, neo senatore e segretario della Lega in Toscana, che interpretando il ruolo di fatina ha cercato di placare gli animi e messo ordine al caos leghista commissariando di fatto il partito locale.
Il tutto è emerso ieri in una conferenza stampa surreale che, più che un’occasione per parlare di programmi e progetti, è sembrata una seduta di psicanalisi collettiva di cui, per altro, è stato testimone solo il Tirreno.
Ha cominciato Conforti dicendosi «deluso per il risultato» che, a causa «delle divisioni e del non remare compatti», ha portato a un ballottaggio «come nelle aspettative, ma con numeri ben diversi». Insomma, il candidato sindaco sperava «di affrontare questa sfida decisiva per il futuro di Pescia con distanze più ravvicinate». E i risultati parlano chiaro: se Forza Italia e Fratelli d’Italia non hanno brillato (5,7% la prima e 2,9% la seconda), il loro calo di voti rispetto alle politiche è nulla in confronto al crollo della Lega, passata dal 23,2% al 9,1% in tre mesi.
Ed è così che in prima fila nella conferenza stampa-incontro ci sono proprio i candidati e militanti leghisti. Il senatore Vescovi riporta la discussione sui temi della campagna elettorale, sulle idee del Carroccio da applicare anche a Pescia sulla «necessità di puntare sul Mefit e su Collodi». Ma gli interventi dei militanti pesciatini fanno virare il discorso sulle scelte nella compilazione delle liste, sui messaggi lanciati in campagna elettorale e, per poco, non si sfiora il braccio di ferro col candidato sindaco: perché il capolista dei verdi, Oliviero Franceschi, forte delle sue 165 preferenze, rivendica il ruolo della Lega e sottolinea «che era ed è ancora il primo partito della coalizione», mentre Conforti replica con forza che la sua lista civica «senza nessuno dietro e con tanti nomi nuovi sia arrivata seconda col 6%».
«Tecnicamente si può dire che uno dei due sia in vantaggio, ma i precedenti dicono che al ballottaggio si riparte dallo 0-0», interviene Vescovi mettendo un punto fermo e annunciando un intervento diretto del partito «perché Pescia è una sfida chiave». E così il segretario della Lega in Toscana prima striglia i suoi: «Ora non ci sono più chat (riferendosi senza nominarlo al Whatsapp “vota Oreste” di Ricciarelli, ndr), non ci sono social e non ci sono più chiacchiere che tengono». Poi, dopo aver sottolineato «che la Lega è un partito federale» e per questo ha «saputo delle scelte locali una volta fatte», commissaria di fatto la Lega Pescia: «Io e il partito siamo in campo in prima persona. Su questa sfida si concentra tutto il partito in Valdinievole e in provincia di Pistoia. Tutte le migliori forze saranno qui mercoledì, giovedì e venerdì con banchetti in tutta la città».
Un aiuto a Conforti e, in contemporanea, uno schiaffo ai suoi che sembrano quasi non capirlo e continuano a rimuginare sugli strappi locali. Così, dopo il «abbiamo sì litigato, ma tra amici» pronunciato da un militante, Vescovi dichiara chiusa la conferenza stampa, saluta tutti cortesemente e si allontana rapidamente e, soprattutto, solo.
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