Il Tirreno

Montecatini

«Conforti e Giurlani sono uguali Il Pd non dà i suoi voti a nessuno»

di GIuseppe Boi

Pescia, l’11% Dem decisivo per il ballottaggio del 24 giugno ma la segretaria Romoli chiude la porta «Siamo stati sconfitti in modo netto e pesante ma la nostra linea resta alternativa ad entrambi»

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PESCIA. Piaccia o non piaccia sono i voti decisivi. Quelle 990 preferenze raccolte al primo turno rappresentano la misura della sconfitta del Pd. Ma quel 11,43% di potenziali elettori sono la chiave del successo e della sconfitta sia per Oreste Giurlani sia per Francesco Conforti. E non è un caso che entrambi abbiano puntato ad un’Opa sugli elettori democratici per vincere il ballottaggio. Ma quei voti per la candidata sindaca Dem Elisa Romoli non sono a disposizione di nessuno dei due, o almeno il partito non darà ai suoi elettori nessuna indicazione di voto.

«Convocherò l’assemblea in settimana e mi presenterò con una linea netta: nessun apparentamento (una richiesta ufficiale, per altro, non sembra nelle intenzioni dei due sfidanti al ballottaggio del 24 giugno, ndr) e libertà di scelta per i nostri elettori che sanno bene come, chi e se votare», dichiara al Tirreno, la segretaria del partito, candidata a primo cittadino e sconfitta al primo turno.

«La nostra è stata una sconfitta senza se e senza ma – commenta la Romoli –. Certo le premesse non erano delle migliori, ma è inutile nasconderci dietro a un dito: siamo stati battuti in maniera netta e pesante. Tuttavia il partito non è morto e lo scrutinio del voto di domenica scorsa lo ha dimostrato».

La segretaria non lo dice, ma il riferimento è chiaro. Il risultato di queste amministrative rappresenta il record negativo di sempre per il Pd, ma è stato un rospo difficile da digerire in particolare per Giurlani. Nella notte tra domenica e lunedì ha accarezzato l’ipotesi di vincere al primo turno, finché non sono arrivati i voti di Pescia centro. Qui il Pd non solo ha resistito, ma ha recuperato quel tanto necessario per far saltare i piani dell’ex sindaco-ricandidato-imputato.

E non sarà certo la Romoli a consegnare quei voti tanto all’ex compagno di partito, quanto all’ex esponente di spicco della giunta Marchi. «Giurlani e Conforti per noi sono uguali – ribadisce ancora una volta –. Domenica scorsa noi abbiamo fatto il nostro, siamo stati sconfitti ma restiamo alternativi ad entrambi i candidati al ballottaggio. La nostra linea è stata bocciata dagli elettori ma resta chiara e non appoggeremo quella di nessun altro aspirante sindaco».

Anche perché la Romoli ammette il ko ma è convinta che ci sia una base da cui ripartire: «Tutti i candidati a queste amministrative erano giovani e di fatto nuovi, me compresa – sottolinea –, ma l’analisi delle preferenze dimostra come i risultati si possano ottenere e come il Pd sappia ascoltare il territorio più di quello che appare». Sempre che il Partito democratico nel futuro rispecchi ancora la forma attuale, ma questa è una questione che va ben oltre i confini di Pescia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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