Attenzione
Traffico di ragazze: in cella padre e figlio
Dall’Argentina con la promessa di un lavoro ma costrette a prostituirsi nei locali notturni: sgominata banda internazionale
MONTECATINI. A Buenos Aires, il figlio, braccio destro dell’avvenente ex modella a capo del traffico, provvedeva a procurare i documenti e ad organizzare il viaggio verso l’Italia delle aspiranti entraineuse. Il padre, da Montecatini, finanziava i voli aerei e organizzava l’accoglienza e la “distribuzione” delle ragazze fra i locali notturni del centro e del nord Italia, dove, alla fine, scoprivano che il lavoro loro promesso sarebbe rimasto un sogno, ritrovandosi a doversi prostituire nei night a luci rosse. Entrambi, adesso, sono finiti dietro le sbarre. Il primo, Lorenzo Arcidiacono, 35 anni, di Pescia, in un carcere argentino, il secondo, Giuseppe Arcidiacono, 63, calabrese ma da decenni in Valdinievole, a Pistoia, dove aspetterà l’estradizione per il Paese sudamericano.
A portare alla luce quella che secondo gli inquirenti era una vera e propria tratta di esseri umani finalizzata allo sfruttamento della prostituzione sono stati i poliziotti del Dipartimento investigativo contro il crimine organizzato del distretto federale numero 5 argentino. Che sono riusciti a ricostruire le modalità seguite dalla banda grazie alla testimonianza di quattro ragazze argentine che, fra il gennaio e l’agosto 2017, riuscirono a sfuggire al controllo degli sfruttatori italiani: due trovarono i soldi per tornare in patria, le altre si rifugiarono all’ambasciata di Roma.
Tutte raccontarono come ad accalappiarle con il miraggio di un lavoro in Italia fosse stata una ex modella nonché famosa pr della movida di Buenos Aires, Maria Elizabath “Lizz” Gonzalez, 40 anni. E che a procurare loro i documenti per raggiungere l’Italia senza problemi fosse stato Lorenzo Arcidiacono. Tra l’altro non nuovo in tali compiti: procuratore di calcio, nel 2008 fu arrestato con l’accusa di essere membro di spicco di una banda che trafficava in passaporti italiani e visti di lavoro per giocatori argentini destinati alle società del nostro Paese.
Stesso modus operandi, secondo gli investigatori, utilizzato dieci anni dopo per le ragazze destinate alla prostituzione. Una trentina secondo i poliziotti federale quelle fatte arrivare a Roma dall’organizzazione capeggiata dall’ex modella. E da lì, avviate nei locali del centro e del nord: le quattro ragazze sfuggite agli aguzzini hanno parlato di un night club di Pontedera, e di uno di Viterbo. Dove erano costrette a prostituirsi per ripagare il debito contratto con i trafficanti-sfruttatori per viaggio, vitto e alloggio. Senza mai intascare un solo euro. Tra minacce e soprusi.
I primi due arresti sono scattai in Argentina a fine maggio, al termine dell’indagine partita lo scorso ottobre. La polizia federale, con un doppio blitz in contemporanea nei loro appartamenti, ha messo le manette ai polsi a Maria Elizabath Gonzalez e Lorenzo Arcidiacono. Emettendo contemporaneamente un mandato di cattura internazionale per Giuseppe Arcidiacono che, secondo quanto accertato dalle autorità argentine, avrebbe percepito una percentuale per ogni vittima della tratta, avendo il compito di controllare che le giovani donne si prostituissero con regolarità e di evitare ogni loro tentativo di comunicazione con l’esterno.
Ad arrestarlo, mercoledì scorso, i carabinieri del Norm di Montecatini, su segnalazione del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia della Direzione centrale della polizia criminale di Roma, a sua volta attivato dall’ufficio Interpol di Buenos Aires.
Massimo Donati
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