Sicurezza
Lega, dopo il “tradimento” Vescovi affianca Conforti
Tra candidati sbagliati e “vota Oreste” su Whatsapp, il Carroccio si ritrova al 9% Il segretario regionale al Tirreno: «Sarò in prima linea contro Giurlani sindaco»
PESCIA. «È un voto amministrativo, non politico», sottolinea. «Penso ai programmi, non alle chat su Whatsapp», aggiunge. Ma la botta di Pescia è stata pesante e tutt’altro che digerita e digeribile. Così Manuel Vescovi, senatore e segretario regionale della Lega, ha deciso di scendere in campo in prima persona. Giovedì sarà in conferenza stampa a fianco del candidato del centrodestra Francesco Confronti che il 24 giugno sfiderà al ballottaggio l’ex sindaco-imputato Oreste Giurlani. E Vescovi e Conforti si presenteranno alla stampa da soli: senza i rappresentanti degli altri partiti politici della coalizione e, soprattutto, senza i vertici del Carroccio pesciatino.
Un modus operandi che la dice lunga sull’aria che tira tra i verdi. La Lega vince ovunque confermandosi sopra il 20 per cento e andando anche oltre. Un’ascesa con un unico neo: quello di Pescia. I numeri di domenica scorsa sono impietosi e difficili da accettare perché appena tre mesi fa erano un dolce miele per il segretario leghista. Dal 4 marzo al 10 giugno, i voti per il Carroccio sono passati da 2.361 a soli 715.
Un emorragia di 1646 preferenze difficilmente giustificabile con il calo dell’affluenza. Se è vero che alle politiche hanno votato il 74,6% degli aventi diritto e al primo turno delle amministrative lo hanno fatto solo il 55,5%, è impensabile pensare che al mare siano andati solo gli elettori leghisti. E il problema esiste ed è sottolineato dalle percentuali: se prima la Lega era al 23,2%, ora si ritrova al 9,1%.
«Il calo c’è e alle amministrative può capitare – sottolinea Vescovi al Tirreno –. Quando ci sono tante liste civiche e tanti candidati, i partiti possono perdere terreno anche perché entrano in gioco la storia dei candidati, le amicizie personali e tante altre dinamiche tipiche del voto locale». E se il suo ragionamento ha una sua logica, allo stesso tempo è indubbio che i candidati a Pescia siano stati sbagliati.
Se poi si aggiunge la querelle del messaggio su Whatsapp di Alessandro Ricciarelli è chiaro che a livello locale qualcosa non funzioni. Perché quel «votate compattamente Oreste» è verosimilmente uno scherzo, ma qualcuno lo ha fatto girare sulle chat al punto da arrivare fino ai telefoni dei giornalisti del Tirreno. E non a caso sulla questione Vescovi prende una posizione ferma: «Non partecipo a quella chat e, in generale, a quelle in cui si fanno solo chiacchiere. Il tempo è vita e preferisco trascorrere i miei pochi momenti liberi con mia figlia».
Così tra voti persi, scelte di candidati da rivedere, comportamenti non del tutto lineari dei dirigenti locali e, soprattutto, il peso di lasciare strada libera a Giurlani, il segretario leghista ha deciso di scendere in campo.
«Giovedì sarò con Conforti e lo sosterrò in prima persona per far capire ai pesciatini che devono decidere se cambiare o meno», annuncia Vescovi spiegando il suo impegno in prima linea a Pescia. Del resto al centrodestra, più che i voti di FI e FdI, al primo turno sono mancati soprattutto quelli della Lega e un secondo “tradimento” non sarebbe giustificabile.
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