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Giurlani choc «Ho richiesto il rinvio al gup ma non volevo»

PESCIA. Mercoledì nelle cassette postali di Pescia si potevano trovare i volantini con cui chiedeva di essere giudicato subito. Giovedì ha ottenuto, tramite ai suo avvocati, uno slittamento al Gup e...

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PESCIA. Mercoledì nelle cassette postali di Pescia si potevano trovare i volantini con cui chiedeva di essere giudicato subito. Giovedì ha ottenuto, tramite ai suo avvocati, uno slittamento al Gup e l’eventuale rinvio a giudizio è stato spostato al 27 giugno. Ieri, venerdì, Oreste Giurlani ha di nuovo cambiato idea. «Il rinvio dell’udienza mi dispiace», scrive in un comunicato ma, sebbene la richiesta di slittamento sia stato chiesto da lui, chiama in causa la magistratura, che avrebbe «tenuto conto della necessità di non influenzare le elezioni» e accusa gli altri candidati di «sciacallaggio».

A far notare il paradosso di un Giurlani che dice di volersi fare giudicare subito e poi chiede al gup il rinvio, sono stati proprio gli altri sei aspiranti sindaco. Elisa Romoli (Pd), Francesco Conforti (centrodestra), Marco Ardis (M5s), Giancarlo Mandara (Voltiamo Pagina), Giacomo Melosi (Casapound) e Angelo Morini (Percorso Comune) hanno sottolineato come alle parole spese in pubblico dall’ex sindaco, accusato di peculato, non corrispondessero alla (legittima) linea difensiva adottata. E Giurlani sembra proprio avercela con gli altri competitors: «Colgo l’occasione per invitare i miei avversari a parlare meno di me e più delle cose che vorrebbero fare. La gente di Pescia ricorda bene quale è stato il vostro modello di governo con la giunta Marchi e il buco che pagheremo tutti per i prossimi 30 anni».

L’ex sindaco, decaduto proprio a causa dell’inchiesta, sostiene infine che il Comune non si costituirà parte civile come chiesto dai suoi avversari al commissario prefettizio Silvia Montagna: «A proposito di sciacallaggio, segnalo l’anomala richiesta al Comune di costituirsi parte civile al mio eventuale processo – scrive –. La risposta migliore mi sembra averla data il commissario, che, non accogliendola (almeno per le informazioni in mio possesso) ha affermato la strumentalità della richiesta stessa».

Il commissario, però, in base agli atti pubblici non ha rigettato la richiesta ma ha chiesto sulla stessa un parere legale agli avvocati del Comune. (g.b.)

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