Sicurezza
Elena, piccola-grande star montecatinese agli Special Olympics
Un’ intera classe del San Giuseppe sugli spalti del PalaTerme per sostenere la compagna in gara: «Siamo tutti con te»
MONTECATINI. “Forza Elena”. Due parole semplici, quasi banali, scritte con l’inchiostro colorato su un cartellone bianco. Eppure, in questo caso, cariche di forza incredibile. Quella forza che solo i bambini, con l’innocenza della loro età, sanno trasmettere. E allora il confine tra disabilità e abilità si annulla e ci si dimentica pure che, da qualche parte, l’esclusione, purtroppo, esiste ancora.
Basta guardarli, quella quindicina di studenti che frequentano la quarta elementare dell’Istituto comprensivo “San Giuseppe” di via Montebello, a Montecatini. Sono seduti sugli spalti, all’interno del PalaTerme, i volti sorridenti. Non si distraggono nemmeno per un secondo, lo sguardo è attento e concentrato: non vogliono perdersi il gran momento. Quando la loro compagna di classe, Elena Blasi, 9 anni, di Montecatini, lancerà quella palla. E quando lo fa, si alzano in piedi, fanno un tifo da stadio. Gridano: “forza Elena”.
Le insegnanti Donatella Bonamici e Flavia Ruggieri li guardano compiaciuti. «Hanno insistito tanto per essere qui – raccontano – abbiamo dovuto organizzare tutto in gran fretta per avere le autorizzazioni da parte dei genitori. Ma ora possiamo dirlo: ne è valsa la pena». Poco più in là c’è anche la mamma di Elena, Elvira Tarsitano. «La scuola, a partire dal dirigente scolastico Filippo Bettarini fino alle maestre, è stata incredibile – spiega – ha dimostrato grande vicinanza a mia figlia. Elena è amata e benvoluta. È parte di un gruppo di bambini che l’ha accettata dal primo momento e che adesso la supporta. Come in questo momento».
Nella seconda giornata di Special Olympics Italia, ieri, è andato in scena il “Motor activities training program” (Matp), un programma rivolto a bambini, giovani e adulti con disabilità intellettive gravi. «Qui – spiega Alessandro Palazzotti, vicepresidente della 34ª edizione dei Giochi nazionali estivi – non si assiste alle classiche discipline sportive. Facciamo, però, molto di più: dimostriamo che le persone con disabilità hanno capacità da mettere in campo. In questo clima l’accettazione da parte dei compagni viene da sé e così anche i più piccoli capiscono che possono giocare con compagni che hanno disabilità. E, soprattutto, questo è un messaggio forte per le famiglie: niente è impossibile con un buon allenatore».
«C’è voluto un attimo – prosegue – per abbattere il concetto di esclusione sostituendolo con quello d’inclusione». E quanto spiegato dal professor Palazzotti trova una conferma quando parliamo con Giulia, una piccola amica di Elena. E nonostante la sua giovanissima età, dimostra di possedere la saggezza che, forse, persino ad alcuni adulti oggi manca. Quando Elena si avvicina, l’abbraccia e le prende la mano.
Altri compagni la seguono, le vanno incontro. «Sono molto affezionata a Elena – spiega Giulia – tutti noi lo siamo. È una nostra amica, fin da quando è entrata in classe. È vero, non può fare tutto ciò che facciamo noi. Ma non importa, perché lei è esattamente uguale noi. Siamo qui proprio per questo: per farle capire che ci siamo». Un ultimo abbraccio ed Elena torna in pista, sotto lo sguardo di chi le vuole bene.
Ma le sorprese di Special Olympics Italia non finiscono qui. Questa sera, alle 21, sarà la volta della festa di chiusura al villaggio olimpico – Parco delle Terme Excelsior con cui calerà il sipario su questa edizione dei Giochi nazionali estivi. Ma, con ogni probabilità, sarà solo un arrivederci. Al 2020.
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