Il dolore
Giurlani chiede e ottiene il rinvio dal gup
Nessuna pronuncia sull’ex sindaco di Pescia, accusato di peculato, a 4 giorni dalle elezioni in cui è di nuovo in prima linea
PESCIA. Se ne riparlerà dopo le elezioni, eventuale ballottaggio compreso, il 27 giugno. È stata rinviata a quella data l’udienza preliminare che vede sul banco degli imputati Oreste Giurlani, ex sindaco Pd di Pescia e attuale candidato per la poltrona di primo cittadino. Le accuse per le quali ieri mattina è comparso davanti al gup del tribunale di Firenze sono quelle di peculato e di traffico di influenze illecite. Reati che, secondo la procura fiorentina, avrebbe commesso dal 2012 al 2016, anni in cui rivestiva ancora la carica di presidente dell’Uncem Toscana, l’Unione dei Comuni montani.
È stato su richiesta dell’avvocato difensore Gabriele Melani che la giudice dell’udienza preliminare Sara Farini ha disposto il rinvio. «Abbiamo chiesto un differimento per valutare anche l’ipotesi di riti alternativi» ha spiegato il legale, riferendosi all’eventualità di chiedere la celebrazione del processo direttamente in sede gup, con il rito abbreviato, senza dover passare dal rinvio a giudizio di fronte al tribunale collegiale: un processo celebrato soltanto sugli atti contenuti nel fascicolo, senza testimoni in aula, e per questo più rapido ed economicamente vantaggioso per lo Stato, e che per tale “risparmio” prevede la concessione di uno sconto sulla pena all’imputato in caso di condanna.
La contestazione principale a carico di Giurlani è quella di peculato. Il pm Tommaso Coletta lo accusa di essersi intascato, tra il 2012 e il 2016, 724.331 euro di denaro pubblico. I soldi sarebbero stati prelevati dai conti bancari dell’Uncem di cui aveva disponibilità. Nel dettaglio, Giurlani si sarebbe appropriato di 338.784 euro in assenza di giustificativi di qualsiasi tipo. Altri 241.784 euro sarebbero stati sottratti sotto forma di rimborsi spese “autocertificati”, ma che non sarebbero stati documentati, gonfiati negli importi. Tra questi, sempre secondo l’accusa, vi sarebbero l’acquisto di carburante per una percorrenza di 11-12.000 chilometri al mese, ma anche di beni non pertinenti alla funzione di presidente Uncem come cappotti da donna, telefoni cellulari e attrezzature sportive. Infine altri 143.960 euro sarebbero stati sottratti per contratti di collaborazione e consulenze «effettuate su incarico da lui stesso a se medesimo conferito, rispetto alle quali non aveva svolto alcuna attività aggiuntiva rispetto a quelle istituzionali».
L’altra imputazione è quella di traffico di influenze illecite, in concorso con l’imprenditore pratese Andrea Carlo Breschi, per aver ricevuto da quest’ultimo 39.000 euro nel 2012 come prezzo della mediazione illecita per accreditare presso enti pubblici e presso la rete telematica regionale della Toscana, un prodotto informatico creato dallo stesso Breschi. Giurlani avrebbe agito sfruttando la sua rete di relazioni con gli amministratori dei Comuni aderenti all’Uncem e coi pubblici ufficiali della rete regionale Toscana.
Massimo Donati
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