Sicurezza
Truffe alle ricevitorie arrestato dalla Postale cassiere della banda
Sulla sua Postepay ricariche per oltre 27.000 euro da parte di 30 gestori di punti Sisal ingannati dai finti operatori
MONSUMMANO. Una tecnica ormai collaudata e che continua a mietere vittime in tutta Italia. L’organizzazione individua le sue vittime tra i gestori delle ricevitorie. E lo “specialista” di turno le contatta spacciandosi per referente della Sisal, la società che gestisce numerosi giochi – tra cui Super Enalotto e Vinci la vita-Win for life – e anche le ricariche delle carte di credito postali. E fa loro credere che si sono verificate alcune incongruenze contabili proprio per quanto riguarda queste ultime, invitandole ad effettuare immediatamente delle ricariche su delle carte postepay per sanare le problematiche rilevate. Le carte ricaricate in realtà appartengono ai complici dei truffatori, che provvedono, nel giro di pochissimi minuti, a prelevare il denaro attraverso sportelli automatici sempre diversi. E dietro compenso, a girarlo ai vertici della banda.
È stato proprio uno di questi complici “esterni” all’organizzazione a finire nella rete della Polizia Postale di Pistoia. Al termine di una complessa indagine portata avanti dagli investigatori di via Pratese e coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Grieco, la giudice delle indagini preliminari del tribunale Patrizia Martucci ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un pensionato di Monsummano, Salvatore Murgia, 62 anni, residente in via Francesca Nord.
L’uomo, accusato di ricettazione, è stato messo agli arresti domiciliari per scongiurare il rischio della reiterazione del reato. Secondo gli inquirenti, dal 21 febbraio 2017 (giorno in cui aveva attivato la sua Postepay) al 12 luglio successivo, avrebbe ricevuto 30 ricariche da altrettanti gestori di ricevitorie Sisal, soprattutto della Campania, per un ammontare complessivo di 27.483 euro. Che lui aveva via via immediatamente provveduto ad intascare prelevando i contanti dagli sportelli automatici sparsi fra Montecatini, Monsummano, Borgo a Buggiano e Margine Coperta.
Oltre agli accertamenti probatori compiuti dalla Polizia Postale, la giudice delle indagini preliminari ha ritenuto che tra i gravi indizi di colpevolezza alla base della misura restrittiva vi siano anche i frequenti contatti telefonici che Murgia aveva con Demetrio Caracciolo, 59enne calabrese residente a Massa e Cozzile , che per lo stesso reato era finito in carcere nell’agosto 2017 e ai domiciliari nell’aprile precedente. E che, per la cronaca, due settimane fa è tornato dietro le sbarre nell’ambito dell’operazione “Pluribus” di carabinieri e Finanza, accusato di essere il promotore di un’associazione per delinquere creata per commettere truffe tramite aziende destinate al fallimento.
Massimo Donati
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