Attenzione
In carcere ricercato per tentato omicidio
Montecatini, si è costituito ai carabinieri l’albanese che a gennaio accoltellò due fratelli suoi connazionali davanti al Bar Dany
MONTECATINI. Probabilmente già fin da quella stessa notte si era diretto verso il confine. Consapevole della gravità di ciò che aveva fatto: armato di coltello, aveva colpito all’addome e a una gamba, riducendolo in gravissime condizioni, un suo connazionale, per poi colpire subito dopo anche il fratello di quest’ultimo, accorso per aiutarlo. Erano da poco passate le undici e mezzo del 26 gennaio scorso all’esterno del Bar Dany di via Toti, a Montecatini. Venerdì sera, dopo quattro mesi di latitanza in aptria con sulla testa un’ordinanza di custodia cautelare per tentato omicidio, Astrit Dedaj, 35enne albanese, ha deciso di costituirsi ai carabinieri.
L’uomo, che a Montecatini viveva da irregolare, senza una fissa dimora, ha preso la decisione dopo aver contattato il proprio avvocato. Legale che a sua volta ha preso contatti con la Procura di Pistoia per comunicare al magistrato titolare dell’inchiesta l’intenzione del suo assistito. Che, alla fine, si e si è fatto trovare in via Vecchia dell’Arcale, a Pistoia, dove i carabinieri del Nucleo operativo di Montecatini lo hanno prelevato. Dopo la formalizzazione dell’arresto, il 35enne è stato trasferito nel carcere di Santa Caterina, dove, probabilmente già domani, sarà sottoposto all’interrogatorio di garanzia da parte della gip del tribunale Patrizia Martucci.
Vittime dell’aggressione davanti al bar di Montecatini erano stati Adrian Hyskja, 23 anni, ricoverato per giorni in pericolo di vita in rianimazione, e Deuard Hyskja, 20, inizialmente meno grave del fratello ma poi finit anche lui in rianimazione, entrambi residenti a Pieve a Nievole.
Nella serata di venerdì 26 gennaio, i due erano intenti a giocare alle slot all’interno del Bar Dany di via Toti, gestito da una famiglia cinese. La lite con il connazionale, poi arrivato armato di coltello, era iniziata via cellulare e si era conclusa nel sangue. Offese, provocazioni, minacce. E poi l’invito a presentarsi lì di persona: rima le offese e le minacce tramite sms, poi la provocazione: «Vieni qua se hai coraggio».
Il primo ad uscire dal locale per incontrare il suo avversario e ad essere colpito era stato Adrian, poi era toccato a Deuard, corso fuori in suo aiuto. Entrambi, coperti di sangue, erano riusciti a tornare dentro il bar, poi il maggiore si era accasciato sul pavimento privo di sensi.
Dato l’allarme, i carabinieri del Norm avevano fatto in tempo a scambiare solo due parole con la meno grave delle vittime prima che fosse portata in ospedale, ma non avevano saputo chi era stato a ridurlo in quello stato. Immediatamente erano scattate le ricerche dell’aggressore. Tutta la zona era stata passata al setaccio, ma non ne era stata trovata traccia. Quindi i militari dell’Arma avevano raccolto le testimonianze di coloro che avevano assistito all’aggressione e dei clienti dei locali della zona. Così come gli uomini del Nucleo investigativo di Pistoia avevano esaminato le registrazioni dell’impianto interno di videosorveglianza del bar. E il no del fuggitivo era stato scoperto nel giro di pochissime ore. Quando però il ricercato si era già rifugiato all’estero, quasi sicuramente in Albania.
Ma grazie alle prove raccolte dai carabinieri, il pm Giuseppe Grieco ha potuto chiedere ed ottenere – a marzo - dal gip la misura restrittiva eseguita venerdì sera. (m.d.)
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