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La mafia è più profumata, ma è sempre la stessa

La mafia è più profumata, ma è sempre la stessa

Il giornalista Attilio Bolzoni protagonista con i suoi libri e un recital di Marco Gambino a Villa Rospigliosi

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LAMPORECCHIO. «La mafia di oggi è la stessa di ieri, ma con una pelle diversa. È in mezzo a noi, sempre. Più pulita, profumata, politicamente corretta. Ma, non per questo, meno pericolosa» . Attilio Bolzoni, nella sua quarantennale carriera di giornalista di Repubblica, ne ha viste tante. E le ha pure scritte, annotando tutto sul suo inseparabile taccuino. A Villa Rospigliosi di Lamporecchio il giornalista ha parlato di mafia e delle contraddizioni della sua terra, la Sicilia. Lo ha fatto insieme all’attore Marco Gambino che, con lui, ha portato sulla scena l’adattamento teatrale (tratto dalle sue opere) dal titolo “Parole d’onore. Le voci della mafia”, per la regia di Manuela Ruggiero. Un racconto di Cosa nostra narrato dalle voci, appunto, dei suoi principali esponenti (tra cui il defunto “capo dei capi, Totò Riina) all’interno del Salone degli affreschi del capolavoro architettonico del ’600 di Gian Lorenzo Bernini. Un’iniziativa organizzata dalla proprietà della villa, la Febo spa, che ha spiegato: «Il nostro obiettivo è quello di far svolgere a Villa Rospigliosi una funzione sociale, diffondendo, anche attraverso eventi come questo, conoscenza e cultura».

. Poi le luci sono calate e gli occhi del pubblico si sono concentrati sui due protagonisti. «Questo spettacolo – spiega Gambino – è nato, come spesso succede, per caso. Un amico mi regalò un libro di Attilio e io, che di solito sono un lettore lento, lo divorai in un solo giorno. Capii subito che dovevo fare qualcosa, ma non lo conoscevo». Ma i due alla fine si incontrano e la sceneggiatura viene scritta in una sola settimana e tradotta anche in inglese e francese. «Vivo a Londra da trent’anni – conclude l’attore – e volevo gridare alla mia terra, la Sicilia, quanto le volessi bene e quanto male mi avesse fatto lasciarla». E al termine dello spettacolo, dopo i saluti del sindaco Alessio Torrigiani, la parola è passata a Lillo Garlisi della casa editrice Melampo. Che, parlando dalle opere di Bolzoni, con le sue domande, lo ha incalzato. «C’è ancora, oggi, la mafia?» , ha chiesto in maniera provocatoria l’editore.

«È quello che ci vogliono far credere – ha risposto il giornalista – che Cosa Nostra sia quella di Riina, delle stragi, dell’assalto allo Stato. Invece, anche oggi, è sempre se stessa. Ed è tornata a riappropriarsi della propria natura ».

Martina Trivigno

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