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Un Cézanne al Mo.ca per 1.500 euro ma è polemica: «Pagato troppo»

di David Meccoli
Un Cézanne al Mo.ca per 1.500 euro ma è polemica: «Pagato troppo»

L’assessore Ialuna illustra l’incisione acquistata per il museo ma il gallerista Bentivegna ribatte: «Si trovano a 80 euro» 

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MONTECATINI. Con l’acquisizione di un’opera grafica di Paul Cézanne il Mo.ca si avvia a chiudere il cerchio dei grandi artisti che hanno soggiornato a Montecatini. Dopo Mirò, Chini, Annigoni, Carrà e ora, appunto, il grande post-impressionista francese, resta ancora fuori il solo Magritte (che fu in città nel 1966). L’opera, dal titolo “Portrait du peintre A. Guillaumin au pendu”, ora di proprietà della galleria civica e pagata con 1. 500 euro delle donazioni dei visitatori (cifra contestata sui social network, come vedremo più avanti), è un’incisione del 1873 realizzata durante una permanenza in Provenza con il collega Pissarro e poi appartenuta a un collezionista privato dell’Ohio, che raffigura l’amico Armand Guillaumin, anch’egli pittore impressionista.

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«Il suo acquisto – spiega l’assessore alla cultura Bruno Ialuna – vuole essere un tributo al grande artista di Aix en Provence, ma anche alla città, che Cézanne visitò a fine’ 800. Altre copie dell’incisione (in totale sono circa 700, ma pochissime in Italia e solo in mano a collezionisti privati) si trovano al British Museum e al Victoria e Albert Museum di Londra; al Metropolitan Museum of art di New York, all’Albertina di Vienna, al Museum of fine arts di Boston».

Il quadro è stato svelato per la prima volta al pubblico montecatinese mercoledì sera, dopo la proiezione, al cinema Excelsior, del film “Cézanne. Ritratti di una vita”, appuntamento del ciclo “La grande arte al cinema”. Il Mo.ca ha aperto straordinariamente la sue porte in notturna per presentare in anteprima l’opera di Cézanne: in tanti hanno seguito l’assessore Ialuna dal cinema alla galleria per vedere la piccola incisione dell’artista francese. Il Cezanne tornerà a essere esposto a fine anno in una nuova mostra ospitata dalla galleria.

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Chi appare non convinto di questo “investimento” (l’opera, lo ripetiamo, è stata pagata 1.500 euro) è Francesco Bentivegna, coordinatore comunale di Forza Italia e, in questo caso, esperto del settore, essendo gallerista. Su Facebook Bentivegna ha infatti pubblicato i risultati di una serie di aste di vendita a giro per il mondo nelle quali la stessa opera di Cézanne sarebbe stata venduta a cifre ben più basse rispetto a quelle pagate dal Mo.ca, addirittura anche a 80 euro e comunque in diverse occasioni sotto i 200. «Ma che c’entra – ribatte Ialuna – anche Wahrol e Mirò possono essere acquistati a 2-300 euro, ma sono copie cosiddette “après”, ovvero fatte anche decenni dopo la morte degli artisti. In questo caso si tratta di un’incisione originale, fatta quando lo stesso Cézanne era in vita. Incisioni che hanno diversi musei internazionali e che stanno per andare in asta, per esempio in Florida, a 1.800 dollari (cui si devono aggiungere il 22 per cento di diritti d’asta, spese di trasporto dagli Usa e assicurazione), e nel Massachusetts a 1.750 e 2.750 dollari».


 

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