Toscana
Il Consorzio scava i fossi ma poi non smaltisce la terra
MONTECATINI. Si sono rivisti i tecnici del Consorzio Basso Valdarno nella “profonda” zona Sud. Un intervento che si è rivelato per nulla risolutore sul rio Sant’Antonio (come lamentano i residenti),...
MONTECATINI. Si sono rivisti i tecnici del Consorzio Basso Valdarno nella “profonda” zona Sud. Un intervento che si è rivelato per nulla risolutore sul rio Sant’Antonio (come lamentano i residenti), ma la novità stavolta è che sono a buon punto le trattative con un’impresa di costruzioni che si occuperebbe dello smaltimento di terra e detriti in eccesso.
Da anni la gente del quartiere con l’acqua, la melma e il fango, ci convive (e ci combatte) quasi quotidianamente. E ha paura che quella rete di canali sotterranei o affioranti – con piante così rigogliose che li rendono, soprattutto in primavera, più simili al Rio della Amazzoni che a un tranquillo ruscello di periferia – possa un giorno ribellarsi all’incuria accumulata per anni.
Diverse sono infatti le abitazioni che si affacciano su un canale ormai saturo di detriti e vegetazione. Il Consorzio, cui spetta la manutenzione degli argini, si fa vedere una volta ogni tanto: con un frullino taglia l’erba e con altri mezzi sposta la terra in modo che non vada ad accumularsi nei punti in cui il fiumiciattolo diventa tombato creando pericolose strozzature a rischio esondazione. Ed è quel che ha fatto anche ieri, come ci ha segnalato un lettore, Marco Biagini (residente in via Giovannozzi).
«Gli operai – racconta – hanno ripulito l’area, scavato e spostato la terra un po’ più a monte. Ma al primo acquazzone tutto ritorna come prima».
Il problema è sempre lo stesso: il Consorzio si occupa della manutenzione dei fiumi, ma il materiale in eccesso deve poi essere portato in una discarica e il trasporto non sarebbe di sua competenza (e tanto meno del Comune). Un rimpallo di responsabilità che potrebbe essere finalmente arrivato al capolinea.
«Il Consorzio – dice l’assessore ai lavori pubblici Franco Pazzaglini – ha ripulito la parte centrale del fosso e spostato il terreno lateralmente. Certo, non un lavoro risolutivo, ma ci sono importanti novità. Dopo una mozione consiliare relativa alla revisione delle tariffe consortili, abbiamo incontrato i loro tecnici per sollevare anche il problema dello smaltimento della terra che, ricordo, avendo particolari caratteristiche legate alla presenza di calcare e di acqua termale, non può semplicemente essere portata e scaricata in un campo, ma serve una vera discarica. Finora i problemi dietro i quali si chiudeva il Consorzio erano di natura economica, ma mi hanno detto ieri che sono in fase avanzata le trattative con l’impresa di costruzioni che sta lavorando al raddoppio della ferrovia e quindi si trova già nel nostro territorio. Se trovano l’accordo, l’area e i fossi saranno ripuliti e risistemati più a fondo». (mec)
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