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Montecatini

La “Coverciano del ciclismo” intanto si gode il ciclodromo

di Luca Signorini
La “Coverciano del ciclismo” intanto si gode il ciclodromo

L’idea di convertire l’impianto di Albinatico (realizzato dopo oltre 20 anni) in quartier generale della Fci è del sindaco di Montecatini. «Ed ora il velodromo»

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PONTE BUGGIANESE. Oltre vent’anni di patimenti, inciampi vari, burocrazia canaglia, i soldi che non c’erano. Un sogno che poteva diventare incubo, una vergogna per qualcuno.

Tre cambi di sede: prima Villa Ankuri a Massa Cozzile (a fine anni ’90), poi nella zona delle Colmate (nel 2008, ma considerata a rischio idraulico), quindi la decisione finale per Albinatico. L’inaugurazione del ciclodromo, con parata di autorità, benedizione, sole cocente, ragazzini in sella alle bici, mette le sofferenze alle spalle. Si guarda subito avanti, il tempo è tiranno e vista l’esperienza passa parecchio in fretta.

«Questo impianto deve diventare la Coverciano del ciclismo, e ora dobbiamo pensare a realizzare anche un velodromo (che vede i rettilinei connessi da due curve inclinate di 180 gradi, ndr)», lancia l’idea il sindaco di Montecatini, Giuseppe Bellandi.

Intanto a Ponte Buggianese, in una spianata di due ettari una volta coltivata a mais, ci sono un circuito di due chilometri con al centro un laghetto, un anello asfaltato di 850 metri, una palazzina da 500 metri quadrati con spogliatoi, locali di servizio, rimessaggio di biciclette e futura club house. Toccherà al Comune, che il 10 giugno rinnova gli amministratori, pubblicare un bando di gara per la gestione del centro sportivo. È l’ultimo capitolo di una storia quasi infinita, anche se l’impianto già da un paio di anni è utilizzabile e frequentato (in modo libero), non solo dai giovani ciclisti, ma da appassionati di pattini e skate, da podisti e runner.

«Col cuore colmo di gioia condivido questo momento dopo tante difficoltà – ha detto il sindaco di Ponte, Pier Luigi Galligani – tutti noi amiamo il ciclismo, amiamo lo sport, lo sport giovanile. Questo è un luogo dove si pratica sport in sicurezza».

Il Mondiale di Ciclismo del 2013, che si è svolto in Toscana, è servito per portare finanziamenti (arrivati in più fasi) e coprire le spese: 1,5 milioni di euro girati dalla Regione, 170.000 dal ministero dello Sport necessari per completare la struttura.

«Alfredo Martini mi ha sempre incoraggiato, mi diceva di avere fiducia che prima o poi quei soldi sarebbero arrivati, quel sogno è diventato realtà soprattutto grazie a lui»: Luciano Talini, presidente della Federciclismo provinciale, ha ricordato uno dei padri del ciclismo italiano, scomparso nel 2014 all’età di 93 anni, a cui il ciclodromo oggi è intitolato.

Ha aggiunto Renato Di Rocco, che della federazione è presidente nazionale: «C’è qualcosa che è partito in Israele (ovvero il Giro d’Italia, ndr), ma per noi è più importante essere qui nel nome di Alfredo. Siamo a 88 impianti del genere nel paese. Ci sentiamo bravi gregari e ottimi compagni di squadra”».

Di “miracolo” e “fatica autentica” hanno parlato due assessori regionali, Federica Fratoni e Stefania Saccardi. Il pensiero è poi andato a Franco Ballerini e Giacomo Pasqui: il primo ciclista e commissario tecnico della nazionale morto nel 2010, il secondo uomo politico e dirigente sportivo venuto a mancare due anni fa. Anche loro sono tra gli artefici di un ciclodromo atteso per vent’anni».

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