Attenzione
Giurlani davanti al Gup per il giudizio
Il 6 giugno udienza per decidere se andrà sotto processo. Lui dà appuntamento a venerdì 4 maggio per presentare i candidati alle elezioni
PESCIA. Si terrà il 6 giugno prossimo, davanti al Gup del tribunale di Firenze, l’udienza preliminare nei confronti dell’ex sindaco di Pescia, Oreste Giurlani, accusato di peculato durante la sua attività di presidente regionale Uncem.
Già dal mattino, in città, si era diffusa la notizia del rinvio a giudizio per l’ex primo cittadino, ma il suo legale Gabriele Melani precisa che si tratta invece della fissazione dell’udienza – cosa che peraltro era attesa – e in quella sede il Gup stabilirà se rinviare a giudizio oppure archiviare. «Quasi sicuramente ci sarà la decisione di andare a giudizio – ha proseguito l’avvocato – qualora il giudice, sulla scorta del materiale raccolto dalla polizia giudiziaria, ritenesse la vicenda meritevole di processo. Ma ad oggi, le notizie circolanti su presunti avvenuti rinvii sono infondate. Del resto essendo Oreste Giurlani candidato a Pescia si presta a strumentalizzazioni politiche di varia natura».
Da mesi al centro di innumerevoli polemiche, prima per le accuse che gli sono state rivolte, poi per gli arresti domiciliari e infine per la scelta di correre nuovamente per il Comune, Giurlani, nel merito, non vuole rilasciare alcuna dichiarazione. Si limita a ribadire la sua fiducia nella magistratura, di fronte alla quale – dice – dimostrerà la sua innocenza.
L’ex sindaco appare sereno e procede di buona lena con la campagna elettorale. Il prossimo 4 maggio si terrà, al teatro Pacini, una serata nella quale verranno ufficializzate le 5 liste a sostegno della sua candidatura e presentati i candidati. Liste che qualcuno vorrebbe non ancora pronte, ma anche su questo Giurlani smentisce: «Solo alla formazione dei giovani manca l’ufficializzazione di un paio di candidati, ma per il resto siamo pronti. La serata del 4 maggio sarà importante, si svolgerà come una specie di show nel quale, oltre alla presentazione dei candidati verranno illustrate anche le linee programmatiche».
E a proposito di programmi Giurlani ribatte, polemico: «I miei avversari sembrano attenti o interessati unicamente a quello che faccio o dico io. Così la loro campagna elettorale è tutto un dire: sfida a Giurlani, contestazione a Giurlani, critiche a Giurlani. Non credo di essere il male assoluto di questa città, forse sarebbe il caso che anche loro cominciassero a concentrarsi sui fatti e i programmi anziché unicamente su di me». Del resto, ribadisce, la vicenda Uncem ormai è nota, e bisognerebbe solo accettare pacificamente (è il suo pensiero) che la legge consente la sua ricandidatura. Lui si è ricandidato e va avanti nel suo percorso, poi se dovesse essere rinviato a giudizio si vedrà. Del resto non sarebbe il primo politico a cui accade e fino a condanna può avvalersi della presunzione di innocenza. A ribadire il concetto, in una lettera ufficiale del suo avvocato Paolo Carrozza si legge che anche in caso di rinvio a giudizio, i tempi del processo andrebbero oltre la durata del mandato.
Giurlani rinvia al 4 maggio eventuali altre esternazioni, anticipando che non entrerà comunque nel merito dell’inchiesta in ossequio al lavoro della magistratura, ma affronterà il discorso relativo alla questione morale, «visto che tutti ne parlano», preannuncia. Il 6 giugno scorso Giurlani fu interrogato dal giudice per le indagini preliminari, in seguito al suo arresto. Esattamente un anno dopo, tornerà nella stessa sede per conoscere l’esito delle indagini. La data dell’udienza cade proprio a ridosso delle elezioni, che si svolgeranno il 10 giugno. Nel merito Giurlani dice che a suo parere si tratta di un fatto «puramente formale, che nulla a che vedere col voto».
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