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Il Pd sceglie Romoli e attacca Giurlani «Basta prese in giro»

di Maria Salerno
Il Pd sceglie Romoli e attacca Giurlani «Basta prese in giro»

La segretaria scelta come candidata alla carica di sindaco La Guidi all’ex sindaco e a Brizzi: «Stop alle mistificazioni»

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PESCIA. In casa Pd si è arrivati alla scelta. Da ieri il partito, dopo mille peripezie, ha un candidato sindaco. Il nome su cui i democrats hanno trovato l’accordo è quello di Elisa Romoli, segretario pesciatino. Come più volte sottolineato nelle ultime settimane, si tratta di un candidato “condiviso” in percorso nato a Pescia in accordo con la reggenza provinciale e regionale del Pd. Martedì sera è stato ratificato da un’assemblea alla quale non a caso hanno partecipato le rappresentanze delle segreterie provinciali e regionali del partito. E ieri la Romoli ha potuto parlare da candidata a sindaco: «Porto un grosso peso sulle spalle, ma sono intenzionata a portarlo avanti fino in fondo. Voglio fare una campagna elettorale per Pescia e per i pesciatini».

Una campagna che per buona parte del partito è soprattutto contro l’ex Oreste Giurlani. La Romoli sottolinea come «tutti siano avversari», come «sia necessario sottolineare ciò che non va e ragionare su ciò che può essere un bene per Pescia», ma il clima della campagna elettorale si scalda subito. Così Lucia Guidi, esponente del Pd ed ex assessore della giunta Giurlani, contesta senza troppi giri di parole la presunta estraneità ai partiti dell’ex sindaco imputato e ricandidato. Ed estende l’attacco ad alcuni membri della sua squadra, come ad esempio Vittoriano Brizzi.

«Professore a scuola e in politica, (infatti credo che gli anni di esercizio nelle due professioni si possano equivalere) – scrive la Guidi, a proposito di Brizzi – esordisce insieme al candidato sindaco per il quale è capolista della lista di quelli “delusi dai partiti” lanciando appelli ai pesciatini di ogni colore politico. Era il 1983 quando l’ho conosciuto, avevo cinque anni, era in politica col fastoso partito socialista, dei quali fasti ha goduto con cariche amministrative pressoché costanti fino ad oggi. Allora penso al candidato sindaco che sostiene, quello che dice “lontano dai partiti, vicino ai cittadini” che invece di cariche importanti veicolate dai partiti ne ha avute parecchie dal ‘92 in avanti, senza considerare poi il motivo per il quale, oggi, siamo in campagna elettorale dopo un anno di commissariamento».

Lo sfogo dell’ex assessore culmina nell’ironico adagio secondo cui «Gesù non sarebbe morto crocifisso, come tutti potrebbero essere portati a pensare, ma di freddo» per sottolineare che «l’operazione di mistificazione della realtà di questa campagna elettorale è senza precedenti». Il riferimento non è solo all’ex primo cittadino, ma alle principali forze politiche in campo. «Quasi tutti i candidati hanno un passato politico, anche se fanno finta di no – ribadisce la Guidi – adesso offrono soluzioni per la città, ma perché le tirano fuori ora e non le hanno usate quando ricoprivano incarichi?».

Secondo la Guidi la cifra distintiva di questa campagna elettorale è la mancanza di trasparenza: «Molta apparenza e poca sostanza: mi dispiace per i pesciatini, che non meritano di essere presi in giro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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