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Podere La Valle, Libera chiede i beni confiscati

di Martina Trivigno
Podere La Valle, Libera chiede i beni confiscati

Dal 2013 i cinque ettari, metà di un casolare e 1.300 olivi sono abbandonati L’associazione scriverà al prefetto perché si sblocchino i problemi burocratici

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LARCIANO. Il prossimo passo sarà quello di scrivere al prefetto di Pistoia, Angelo Ciuni, perché convochi una riunione del Nucleo di supporto per le attività dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. E anche se in questo caso la mafia non c’entra, la metà esatta del casolare (250 metri quadri disposti in parte su due piani) e i cinque ettari di terreno coltivato con 1. 300 piante di olivo in via del Popolino, a Larciano, sono comunque in mano all’Agenzia. Siamo al Podere La Valle, poco distante dal Golf Club La Pievaccia e ancor più vicino alla comunità di recupero gestita dal Ceis (Centro di solidarietà di Pistoia) che accoglie oltre venti persone con disagio sociale.

Un impasse burocratica, quella di una porzione del Podere La Valle, che dura da molti anni e che, al momento, non sembra avere via d’uscita. I beni, nel 2009, furono confiscati a un commercialista pistoiese, condannato in via definitiva per truffa e peculato. Nel 2013, poi, l’associazione Libera Pistoia interpellò il Comune di Larciano per chiedere all’ente, una volta risolte le grane giudiziarie del professionista, di acquisire la proprietà per destinarla a finalità sociali. Ma a distanza di 5 anni niente è cambiato. A eccezione del degrado che avanza sempre più: il tetto della casa colonica è crollato e il bel paesaggio delle colline del Montalbano stride con l’incuria della vegetazione.

«Non possiamo che affidarci al prefetto – spiega Alessandra Pastore, referente provinciale per Libera –. Il Nucleo, infatti, svolge attività di supporto nei procedimenti finalizzati alla destinazione dei beni, promuovendo la rimozione degli inceppamenti. A questo punto non abbiamo altra scelta per uscire dal limbo».

In passato, però, si era già parlato di un’ipotesi di progetto che prevedeva la riqualificazione del Podere La Valle con finalità sociali. «La nostra idea – spiega Franco Burchietti, presidente del Ceis – è quella di dare vita a un percorso di agricoltura sociale. Vorremmo estendere fino al Podere l’attività agricola, coinvolgendo anche il territorio. Un modo pratico, in sostanza, per favorire il reinserimento terapeutico dei ragazzi che vivono nella nostra comunità e, al tempo stesso, insegnare loro a produrre beni legati alla coltivazione della terra. Perché il fine ultimo della nostra associazione è proprio quello di offrire ai nostri giovani una prospettiva futura che veda il loro reinserimento nel mondo del lavoro».

Ma finché la situazione non si sbloccherà niente di tutto questo potrà essere messo in atto. Che qualcuno, insomma, batta un colpo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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