Gioco
Grotta Parlanti, tubature riparate
Il servizio di “Striscia la notizia” va in onda dopo che il caso è stato risolto. Ma i vicini chiedono ora la bonifica completa
Il filmato lascia poco spazio all’immaginazione. La potenza dell’acqua ha invaso tutto e il rumore, ancora più forte soprattutto vicino alle cascate, si sovrappone alle parole. È andato in onda giovedì sera, su Canale 5, il servizio di Striscia la notizia dedicato all’ex complesso termale e alberghiero Grotta Parlanti. Un progetto monumentale (da ben 8 miliardi di lire, all’epoca) su cui è tristemente calato il sipario da quasi un ventennio e il cui ultimo atto è rappresentato, nel gennaio di quest’anno, dalla dichiarazione di fallimento dell’immobiliare terme Grotta Parlanti srl, proprietaria dell’immobile e dei terreni su cui sorge la struttura.
«Sono volata a Monsummano – ha esordito Chiara Squaglia, l’inviata toscana del tg satirico ideato da Antonio Ricci – a farmi un bel bagno in queste spettacolari acque scroscianti» . Non acque qualsiasi, ma quelle che sgorgano dalla sorgente termale che, fino al 2000, rendeva Grotta Parlanti un’oasi di benessere e relax. Ma di quel paradiso, oggi, non resta più niente. Solo un cantiere a cielo aperto, luogo di degrado e, soprattutto al calar della notte, punto di ritrovo per i vandali.
Il Tirreno, tutto questo, lo aveva raccontato il 17 marzo scorso, quando i coniugi Anna Lorenzi e Domenico Nicolella, proprietari di una villetta in via Tre Fontane, avevano affidato alle nostre pagine il loro grido di disperazione. La loro proprietà, infatti, confina con l’ex stabilimento e da anni lottano contro lo stato d’incuria in cui versa. Ma il 16 marzo scorso l’acqua termale, non più regimata per via della scarsa manutenzione delle tubazioni, ha iniziato a invadere la loro abitazione. Senza controllo. Nel servizio di Striscia (girato circa due settimane fa) Squaglia ha intervistato anche il sindaco di Monsummano, Rinaldo Vanni, che di fronte alle telecamere ha detto: «Interverremo con il curatore fallimentare per realizzare una canalizzazione dell’acqua e tutelare l’incolumità pubblica».
Il curatore, il commercialista di Massa e Cozzile, Nino Maffia, ci conferna che «i lavori sono stati fatti ancor prima che il servizio di Striscia la notizia andasse in onda. Le tubature, infatti, per via dell’eccesso di calcare, erano implose. Adesso, invece, le acque sorgive sono state di nuovo intubate, evitando che si disperdano e allaghino ogni cosa».
Ma questa risposta non convince la famiglia Nicolella. «Non ci stancheremo mai di dirlo – sottolineano – finché non sarà bonificata l’intera area intorno alla nostra abitazione noi saremo in pericolo. Con le prime piogge la nostra casa si allagherà di nuovo. Serve uno scannafosso, per separare, ma soprattutto isolare, la nostra proprietà. Noi non ci fermeremo e continueremo a lottare per difendere l’incolumità della nostra famiglia».
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