Sicurezza
Pendolare della droga: da Lamporecchio in scooter a Livorno
Il giovane riforniva i piccoli spacciatori che battevano il litorale. Qualche volta andava in auto con i bambini
LAMPORECCHIO. In scooter, quasi fosse un pony pizza, partiva da Lamporecchio e riforniva di droga un gruppo di spacciatori affezionati che poi la rivendevano nelle piazze di Livorno e Pisa, fino a Tirrenia e al lungomare. Tra questi anche un commerciante tunisino di via Buontalenti, che si è sposato con tanto di limousine, e una livornese che secondo gli investigatori dava appuntamento ai clienti fuori dallo stabilimento balneare dove lavorava. Tutto per un giro di affari che complessivamente, alla fine, arrivava a fruttare anche 60mila euro ogni due, tre settimane.
Con quattordici perquisizioni scattate ieri mattina all’alba in case, auto e attività commerciali tra Livorno e Pisa, e con una serie di arresti e misure cautelari eseguiti su ordine della Procura, si è così chiusa l’operazione “Indipendenza 2 – Livorno città sicura”, condotta dalla polizia sotto il coordinamento del pm Massimo Mannucci. Le indagini sono partite nel luglio del 2017 da uno stralcio dell’omonima operazione della Dda di Firenze, che si è chiusa un anno fa.
Questa volta gli agenti della squadra mobile guidata da Salvatore Blasco, sotto il coordinamento della Procura e insieme ai collegi di Pisa e Pistoia, si sono concentrati su una rete di pusher albanesi, tunisini, peruviani e italiani che vendevano la droga (soprattutto cocaina purissima, eroina e marijuana) nelle piazze livornesi e pisane. In tutto, nell’ambito dell’intera operazione partita la scorsa estate, sono state rinviate a giudizio quattordici persone e sono stati sequestrati 8 chili di marijuana, 2 chili di cocaina e 200 grammi di eroina.
Ieri mattina, stando a quanto riferito dalla questura, sono finiti in carcere l’albanese Emiljan Ejlli e il tunisino Imed Jobrane. Due arresti che vanno a sommarsi a quelli decisi nei mesi passati per Ahmed Mohamed e Ben Aissa Khaled. Altre due persone, Taoufik Rezgui e Ben Belgacem Sofienne, sono finite ai domiciliari in conseguenza degli arresti in flagranza fatti nel corso dell’intera operazione: quando usciranno avranno l’obbligo di presentarsi davanti alla polizia giudiziaria. Sono poi scattati altri quattro obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria a carico della livornese Ilaria Cantini, di Ghatih Mohamed, di Seifedine Ben Belgacelle e di Sabrina Tavolacci.
Come spiegato dagli investigatori, al centro di questa operazione bis non è finita una vera e propria associazione, ma un gruppo di piccoli spacciatori che si conoscevano, che si dividevano le piazze e che si rivolgevano allo stesso rifornitore. Un ruolo chiave risulta proprio quello di Ejlli, albanese classe 1982: con il suo scooter partiva da Lamporecchio e portava la droga a casa dei “colleghi”, a Pisa, a Tirrenia e a Livorno, dove ieri sono scattate le perquisizioni. Si è anche spostato in auto con tutta la famiglia, due bambini compresi, trasportando più di un chilo di cocaina. Gli investigatori lo hanno incastrato grazie a una cimice piazzata nell’auto. È parlando di “caffè” o “sigarette” che si accordava al telefono con i clienti.
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