Il Tirreno

Montecatini

Terme, gestione ai privati ma niente vendita

Samuele Bartolini
Terme, gestione ai privati ma niente vendita

Il Movimento 5 stelle contesta le scelte regionali e rilancia chiedendo un marchio per la Toscana

2 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. «Se chiudono le terme, Montecatini sparisce. La Regione non può vendere le azioni della società. Ci vuole un altro progetto per salvarle». I 5Stelle tornano alla carica sul futuro delle terme.

Ecco il piano pentastellato secondo la ex candidata alla Camera Sandra Magnani: «Prima di tutto dobbiamo distinguere tra proprietà strategiche e non strategiche. Le proprietà strategiche devono rimanere in mano pubblica. Quelle non strategiche vanno vendute alle banche che poi le venderanno ai privati», spiega Magnani. Ma quali sarebbero le opere strategiche e quelle non strategiche? Ancora Magnani: «Le opere strategiche sono tutte le strutture già aperte: il Tettuccio, le Terme Redi, l’Excelsior. Vanno incluse anche la Torretta, che oggi è una giungla di verde, e le Leopoldine, che hanno un cratere. Le opere non strategiche sono le Panteraie, i beni che si affacciano su viale Marconi e La Salute». Le opere strategiche andrebbero in gestione a privati con parte del personale dentro. Le attività della piscina delle Redi, i fanghi, la medicina olistica, la idropinica e le cure dei dolori diventerebbero fonte di reddito. Durata concessione: 10-15 anni. In cambio la Regione incasserebbe il pagamento dell'affitto. Il ricavato verrebbe speso per la riqualificazione delle strutture decadenti. Le proprietà non strategiche, invece, verrebbero dismesse. Sarebbero vendute alle banche che, a loro volta, le vendebbero ai privati.

Ma non ci sono solo le Terme di Montecatini. Nel piano di salvataggio del Movimento 5 Stelle c'entrano anche le Terme di Casciana e quelle di Chianciano. «L'idea è di creare un marchio Terme di Toscana a cui affidarle, con il patrimonio immobiliare in mano pubblica e la gestione affidata a privati esperti e selezionati», spiega il consigliere regionale Gabriele Bianchi. E invita pure i cittadini a mobilitarsi.

«Su 23 partecipate, la Regione ha deciso di dismettere solo le terme – spiega Bianchi –. Abbiamo fatto molti atti per salvarle, per chiedere di cambiare direzione, perché secondo noi le terme regionali rappresentano la storia e la cultura del territorio, e ci indigna vederle andare così per un semplice calcolo ragionieristico. Ora vogliamo aprirci ai territori, con raccolte firme, eventi di approfondimento, presentando proposte nei comuni e coinvolgendo la popolazione». Primo appuntamento a Chianciano. La data è da decidere.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa