La manifestazione
L'addio a Bianca: «Non c’è risposta a questa tragedia»
Il vescovo Filippini a Montecatini al funerale della piccola investita: «L’unica parola che la scorsa notte mi risuonava in mente era: perché?»
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MONTECATINI. I funerali dei bambini sono unghie che grattano sulla lavagna, sale al posto dello zucchero nel caffè, acqua di mare per dissetarsi. I funerali dei bambini sono bare piccole con tante braccia per sorreggerle: anche se non pesano nulla sono macigni che nessuno riesce a sopportare. Ai funerali dei bambini non ci sono parole di conforto e gli abbracci sono punture di medusa, i fiori bianchi non profumano di nulla e le parole si perdono nell’aria come una suoneria di un vecchio cellulare che qualcuno non riesce a spegnere. Al funerale di Bianca c’è un babbo senza la sua sposa che abbraccia una piccola bara bianca, fra le mani stringe una borsettina, un peluche e una bambola, perché i giochi preferiti non si possono lasciare a casa. Ci sono i nonni, con gli occhi spremuti da troppe notti insonni, troppe lacrime che accarezzano con le mani la foto della nipotina che con un viso birichino è tutto quello che una famiglia può desiderare.
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«Perché?», dice il vescovo di Pescia, Roberto Filippini nella sua omelia. «Stanotte era l’unica parola che mi risuonava in mente. Non c’è risposta a questa tragedia. Abbiamo cercato parole giuste per consolare cuore e mente di questa famiglia, ma non le abbiamo trovate. Da credenti dobbiamo affidarci a Dio e alla promessa che ritroveremo i nostri cari e nel frattempo cercare conforto della fede».
Non sono mancati i ricordi dei momenti di gioia che Bianca ha regalato a chi ha avuto la fortuna di conoscerla. «Dobbiamo gioire per i brevi anni meravigliosi che la piccola stella Bianca ha donato ai suoi genitori, ai nonni, agli amici e a chi te voleva bene – ha aggiunto il vescovo – con fiducia mettiamola nelle mani del Padre Celeste». Insieme al vescovo a celebrare l’ultimo saluto nella Chiesa di Sant’Antonio anche don Alessandro e don Pietro della parrocchia del Corpus Domini che ha letto un brano del Vangelo secondo Marco «lasciate che i bambini vengano a me. A loro appartiene il Regno dei Cieli».
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E nessuna Chiesa è mai abbastanza grande per contenere tutti quelli che hanno voluto lasciare l’ultimo saluto a Bianca. Già dalla mattina una folla silenziosa aspettava il piccolo feretro. Amici, familiari, conoscenti, tante maestre delle Pascoli e dell’asilo Gambassi che si trova a pochi passi dalla Parrocchia.
I funerali dei bambini sono un mondo alta rovescia. Dove una mattina una bambina invece di essere in classe a giocare con le sue amichette è addormentata per sempre in una piccola bara coperta di rose. Ma nelle preghiere della cerimonia funebre c’è un pensiero delicato anche per Sabrina Rosellini, la mamma di Bianca. Le sue condizioni sono stazionarie. Dopo essere stata operata è ancora ricoverata in rianimazione al San Iacopo di Pistoia. I medici stanno facendo di tutto per salvarla da quel terribile urto in cui invece la sua piccina è morta subito.
Doveva essere un sabato sera spensierato a casa di amici. Invece si è trasformato nei peggior incubo che si possa immaginare. La famigliola arriva a destinazione. Il babbo Simone Mati parcheggia e attraversa via Lucchese. Sabrina e Bianca indugiano vicino a un muretto. Arriva una Panda, alla guida un uomo di 73 anni. Vede mamma e figlia e con un gesto di gentilezza si ferma per farle attraversare. Ma non fa in tempo. Lo tampona un giovane di 23 anni che da Pescia sta andando a Montecatini a riprendere la mamma. La Panda travolge madre e figlia sotto gli occhi increduli del babbo. Urla, pianti, ambulanze. Ma è chiaro che per Bianca è tutto finito.
Come la farfalla più bella del prato, il destino le ha sfiorato le ali portandole via la polverina magica e adesso non vola più.
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