Il Tirreno

Montecatini

La polizia sgomina la banda dei nigeriani

Vendevano droga anche vicino alle scuole e al Sert: una donna tra gli 8 arrestati all’alba di ieri

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MONTECATINI. A Montecatini nella zona dell’Esselunga e di via Marruota, nei pressi del Sert e di una scuola materna. Poi a Pescia, lungo l’argine destro del fiume, nella zona della Lidl. Ma anche a Massa e Cozzile, nella piazzetta della chiesa e vicino alle scuole elementari e medie. Migliaia gli episodi di spaccio documentati dagli investigatori della Squadra mobile di Pistoia nel corso degli appostamenti e grazie alle intercettazioni. L’indagine “Black spring”, è andata avanti per quattro mesi: dalla “primavera”, appunto, al luglio dello scorso anno. E ieri mattina ha dato i suoi frutti, con l’esecuzione da parte della polizia di 6 misure di custodia cautelare di sposte dal gip e 2 arresti in flagranza. A finire in manette, otto cittadini nigeriani, tra cui una donna, che oltre a coordinare l’attività di un suo “cavallino” non disdegnava di spacciare lei stessa per strada.

La giovane – Agbonavbare Succes, 25 anni, domiciliata a Pescia – è finita in carcere, così come Nelson Ebube, 27 anni, senza fissa dimora, Chnedo Ikehi, 31 anni, domiciliato a Montecatini, Edosa Omosigho, 30 anni, domiciliato a Montecatini, e Saturday Ema, 33 anni, domiciliato a Montecatini. Ai domiciliari invece, Stanley Ameregbe, 22 anni, domiciliato a Pescia.

Altri lori due connazionali sono stati arrestati in flagranza di reato, durante una delle perquisizioni eseguite ieri mattina dalla polizia: nel loro appartamento di via Boccaccio, a Montecatini, il fiuto di Amper, cane poliziotto dell’unità cinofila di Firenze, ha scovato 2 chili e 300 grammi di marijuana, confezionata in pacchi di varie pezzature e pronta per essere spacciata. Si tratta di Godstine Osoba, 30 anni, e Francis Osobhague Akhabue, 32 anni.

Oltre agli uomini della Mobile della questura di Pistoia, diretti dal vicequestore Antonio Fusco, all’ultimo atto dell’operazione di ieri hanno preso parte i colleghi dei commissariati di Montecatini e Pescia, del Reparto prevenzione crimine di Firenze e le unità cinofile antidroga di Firenze e Roma.

«Siamo riusciti a ricostruire questa rete di spaccio al dettaglio di cocaina, eroina e hashish – spiega Fusco – riuscendo a documentare che si trattava di un’attività prolungata nel tempo, abituale: elemento essenziale per ottenere le ordinanze di custodia cautelare. Almeno una quarantina i consumatori abituali che si rifornivano costantemente da loro: migliaia le cessioni accertate». (m.d.)

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