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A Massa è polemica sui piccioni «Il Comune multa, ma fa peggio»

di Giuseppe Boi
A Massa è polemica sui piccioni «Il Comune multa, ma fa peggio»

Invasione di pennuti nel centro storico del borgo e relative multe per chi non pulisce gli escrementi Un residente fa notare che anche la sede del Comune è sporca e chiede sia fatta una disinfestazione

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MASSA E COZZILE. I piccioni non si possono uccidere (ed è cosa buona e giusta). Ma allo stesso tempo invadono i centri abitati con i loro escrementi. Per porre rimedio le amministrazioni comunali emanano ordinanze che impongono ai privati di pulire. Ma le pulizie sono spesso molto difficili e, soprattutto, continue. E la logica conseguenza è il boom di multe e relative polemiche tanto nei grandi centri abitati quanto in quelli più piccoli. Cosa che sta accadendo in questi giorni a Massa e Cozzile. Nel borgo di Massa, che è sede comunale, il centro storico è invaso dai pennuti come dimostrano le “tracce” che lasciano un po’ ovunque. Gli escrementi sono ben visibili anche nello stesso municipio, da cui è però partita la tipica ordinanza, e le conseguenti multe per i cittadini col risultato di far scoppiare, di fatto, la “guerra dei piccioni”.

«Sono proprietario di un piccolo appartamento nel borgo di Massa – racconta Luca Galigani –. Da qualche anno il centro storico si è popolato, secondo un censimento comunale, di un centinaio di piccioni. Essendo questi uccelli stanziali, questo ha provocato un imbrattamento delle case, strade, panchine e quant'altro. I piccioni non sono miei ma a causa loro mi è stata comminata una multa».

L’ordinanza anti-piccioni del Comune di Massa e Cozzille infatti punisce, con una multa da 25 a 500 euro, chi dà da mangiare ai piccioni e chi non provveda a pulire gli escrementi e disinfettare finestre, cornicioni, fili per panni, antenne e quant'altro. «Ho protestato – prosegue Galigani – facendo presente che, nel mio caso, si trattava di una finestrella sottotetto difficilmente accessibile e mi è stato opposto che avrei dovuto provvedere a pulire la parete con cestelli meccanici».

«Correre dietro al piccione “diarroico” con un cestello meccanico fra i vicoli del centro storico di Massa mi pare quanto meno improbabile», sottolinea il residente tra il serio e il faceto. Tuttavia Galigani non si è arreso e, armato di macchina fotografica, è andato sotto la sede del Comune e ha documentato come anche il Municipio sia stato imbrattato dai piccioni: «Nessuno mi dà ascolto e lo stesso Comune stesso è vittima del problema escrementi nei suoi uffici del centro storico».

«Mi domando se non sia onere dell'amministrazione comunale provvedere alla risoluzione o limitazione di questo fenomeno di randagismo selvaggio per poi dopo chiedere ai cittadini di provvedere alla ripulitura delle proprietà per il decoro del paese», propone infine Galigandi, rischiando però di mettere in seria difficoltà il sindaco Marzia Niccoli. Per legge infatti l’amministrazione, insieme alla Asl, può avviare un piano di cattura ed eliminazione. Ma solo in caso di infestazioni che possano causare danni alla salute e alla vita dell’uomo e al costo di affrontare l’ira delle associazioni animaliste pronte a “invadere” la Valdinievole.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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