Proteste
M5s: «Non accostateci a Giurlani»
Contestato un articolo del Tirreno sull’uso di social e slogan da parte dell’ex sindaco
PESCIA. L’obiettivo era segnalare lo stile di comunicazione usato da Oreste Giurlani. L’accostamento non è piaciuto al Movimento 5 stelle di Pescia e al candidato sindaco Marco Ardis. L’M5s contesta al Tirreno di aver scritto, nell’articolo pubblicato sul giornale di martedì 3 aprile, come l’ex sindaco, accusato di peculato ed ex Pd, stia utilizzando slogan, social e un outfit che ricordano quelli del Movimento.
Il passaggio contestato è questo: «La sua campagna elettorale punta a mostrarlo come l’uomo contro tutti: in particolare, riprendendo un tema caro ai M5s, contro i partiti. Non a caso nel suo volantino lancio spiccano un “Lontano dai partiti” e un “Vicino ai cittadini”. A questo si aggiunge anche un uso dei social tipicamente grillino, con tanto di video messaggi in stile Di Maio o Di Battista. E anche il nuovo look dell’ex sindaco ricorda quello dei leader del movimento».
A questo articolo i pentastellati hanno replicato con una mail. «Noi del Meetup 5 Stelle Pescia restiamo sconcertati dalla lettura dell’articolo, a firma Giuseppe Boi, in cui si parla di similitudini fra il M5S e il candidato a sindaco di Pescia, imputato per peculato, Giurlani. Se per il Pd non è candidabile moralmente, per noi non è candidabile e basta, nel rispetto delle regole del Movimento. Giurlani lontano dai partiti? Casomai partito da lontano, dato che ha fatto il suo lungo percorso politico insieme al Pd. È la rappresentazione classica dei partiti, un intreccio di poltrone e incarichi. Il nostro meetup ha indicato Ardis al Movimento come candidato a sindaco, una persona che ha dimostrato di rappresentare valori di trasparenza, onestà e rispetto della cosa pubblica non esitando a denunciare. Nessuna salsa grillina per Giurlani, tanto meno affinità con Di Maio, Di Battista o altri candidato o portavoce pentastellati».
La mail, come può capitare, non è stata letta e ne è seguita ieri un’altra: «Con rammarico prendiamo atto che non avete pubblicato il comunicato. Ve ne chiediamo il motivo, in quanto come attivisti del Movimento 5 Stelle ci sembra giusto esprimere la nostra opinione dato che viene tirato in causa il Movimento, anzi viene accostato a quanto di più distante da esso ci possa essere. Vi invitiamo pertanto a pubblicarlo, altrimenti inviteremo i nostri elettori pesciatini a boicottare una redazione che scrive cose incredibili favorendo i nostri avversari».
A una mail dell’autore dell’articolo contestato, in cui si spiegava come l’oggetto fosse l’uso fatto da Giurlani di slogan, social e look, è seguita una mail a firma del candidato sindaco Ardis. «Riteniamo che una figura come Giurlani non possa essere accostata a nulla che riguardi il M5s, a nessun livello e in nessun modo. Deve comprendere che chi come noi fa dei valori della trasparenza e dell’onestà le basi della scelte che ogni giorno effettuiamo in politica e nella vita privata, vede la sua suscettibilità messa a dura prova da un articolo che in questo momento ritengo fuori luogo. Deve comprendere che la nostra non è una richiesta di rettifica, noi ci assumiamo la responsabilità di ciò che scriviamo. Si tratta del nostro disappunto per un paragone inaccettabile, il nome di persone che si trovano nella situazione del Giurlani non può essere accostato in alcun modo a noi».
«Sarà mia premura – prosegue Ardis – non appena avrò la certificazione, segnalare agli uffici legali del movimento di valutare se l’articolo possa in qualche modo ledere la nostra immagine. Dopo l’ottenimento dell’eventuale certificazione, usando i metodi della comunicazione grillina, incominceremo a taggare tutti i nostri amici con il suo articolo e il nostro comunicato inascoltato, sarà la coscienza di ognuno a valutare se continuare a comprare il giornale o smettere di farlo, questo era il boicottaggio di cui le parlavamo».
«Signor Boi non pensi che perché Lei ha uno strumento importante in mano può far credere ciò che vuole – conclude Ardis –, sono una persona che, se ritiene di avere ragione, non si ferma davanti a nulla. Non prenda quello che legge sopra come una minaccia o un ultimo tentativo per cercare di farle cambiare ragione, le voglio solo dire che non condividiamo ciò che scrive e quello che faremo in conseguenza a ciò che ci ha risposto».
Chi ha letto o rileggerà l’articolo può trarre le sue conclusioni sul rapporto difficile che i vertici del M5s hanno con la stampa.
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