Sicurezza
Via al “Pop-Up Lab” per far ripartire l’area della stazione
Il progetto regionale per le aree difficili sbarca a Montecatini Pronti 84mila euro per ristrutturare e riaprire i fondi sfitti
MONTECATINI. Subito dopo più grandi realtà come Livorno e Prato e prima di altri capoluoghi di provincia come Arezzo e Grosseto, anche Montecatini si affida al progetto regionale “Pop-Up Lab” per far uscire dal “ghetto” (il termine è forse un po’ forte, ma rende l’idea) un’area “difficile” sotto molti aspetti e che si estende a ovest della stazione Centro.
L’obiettivo è rigenerare e riqualificare la zona, restituendo alla cittadinanza i quartieri percepiti più a rischio riducendone i fenomeni di degrado e criminalità e aumentandone la fruibilità. Lo strumento è invece quello della riapertura dei fondi oggi sfitti (dopo una loro ristrutturazione), in particolare nelle vie Manin, Toti e Marruota (solo in queste tre strade se ne contano una trentina). E non solo con attività commerciali, ma anche artigianali, culturali o sociali. Il mezzo per ottenere il tutto, infine, deriva da un finanziamento pubblico da 84. 600 euro (circa 50mila dalla Regione, il resto dal Comune).
«Anche a Montecatini – ha detto in conferenza stampa l’assessore regionale Vittorio Bugli – arriva Pop Up Lab, un intervento sperimentale della Regione, già messo alla prova con successo nelle zone Serraglio a Prato e Garibaldi a Livorno, che coniuga rigenerazione urbana e rivitalizzazione commerciale e sociale, nell’ottica di aumentare la sicurezza dei quartieri più “difficili”. Siamo convinti che non si fa sicurezza chiudendo le porte e sprangando le saracinesche, ma che sia fondamentale rivitalizzare i quartieri, fare attività culturali, sociali e commerciali, perché ci si riappropri delle città, anche in quelle zone dove, in mancanza di un presidio sociale forte, purtroppo nascono fenomeni di microcriminalità».
«Il progetto – ha aggiunto il vicesindaco Ennio Rucco – ci ha visti da subito interessati per il suo giusto approccio alla questione sicurezza e al degrado di alcune aree. Tali fenomeni non sono da nascondere, ma puntiamo con l’adesione a questo progetto, grazie ai contatti con la Regione e il consigliere Marco Niccolai, a rigenerare enclave urbane (c’è chi le ha anche chiamate Bronx) oggi abbandonate da residenti e commercianti, e a riacquisire i nostri spazi. Perché non basta la sola funzione repressiva, servono politiche incentrate su aspetti sociali, commerciali e di superamento di luoghi dell’abbandono. Va in questa direzione anche la riqualificazione dell’area ex Lazzi a cui stiamo per dare un forte impulso».
Nel dettaglio gli obiettivi del progetto sono quelli di promuovere il riuso degli spazi; valorizzare il ruolo di presidio sociale del commercio; favorire la nascita di nuove attività per creare un ambiente attrattivo e dinamico; individuare attori strategici e creare reti finalizzate alla crescita e alla tutela della zona; sviluppare un dibattito sul futuro dell’area e delle sue potenzialità di crescita economica e sociale; organizzare eventi pubblici nel quartiere.
Nel 2019 l’amministrazione comunale cercherà poi di trovare nuove risorse per gli operatori che continueranno l’attività dopo la fase sperimentale, concedendo al proprietario del fondo un contributo pari al 50% dell’importo dovuto per l’Imu e all’affittuario il 70% del costo della locazione fino a un massimo di 700 euro mensili.
«Le vetrine torneranno a illuminarsi», ha concluso l’assessore Helga Bracali.
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