Proteste
Tre anni per molestie alla figlia della compagna
Condannato dal Gup del Tribunale di Pistoia l’uomo che aveva abusato a lungo della bambina
MONTECATINI. Alla mamma non lo aveva mai confidato. Aveva paura per lei. Che, se quell’uomo si fosse arrabbiato, venisse picchiata. Come succedeva quando era ancora sposata e lei era una bambina. Per questo aveva sempre taciuto su ciò che il patrigno, il nuovo compagno della madre, le faceva. Di quando la toccava e la baciava, dicendole che avrebbe aspettato che lei avesse vent’anni prima di portarsela a letto.
Erano stati alcuni accenni fatti a un amico di famiglia a far emergere i primi sospetti che la ragazzina, ormai 14enne, avesse subito delle molestie sessuali. E le indagini erano scattate quando i carabinieri erano intervenuti nell’appartamento in cui la famiglia abitava, a causa di una furiosa lite fra la donna e il figlio del compagno, in cui lei aveva offeso il padre del ragazzo dandogli del “pedofilo”.
Era la fine di novembre del 2014. L’altra mattina, il patrigno è comparso davanti al gup del tribunale di Pistoia. Accusato di violenza sessuale aggravata, l’uomo, oggi 65enne (non ne scriviamo le generalità per tutelare la giovane vittima), è stato processato con il rito abbreviato e condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione.
In base a quanto gli investigatori dei carabinieri e la procura hanno potuto accertare – anche con l’aiuto di una neuropsichiatra infantile dei servizi sociali – gli abusi si sarebbero consumati (nella casa della famiglia, in Valdinievole) almeno per un paio d’anni, fino a quando la ragazzina ne aveva 14. Ma forse qualcosa era accaduto anche prima, al mare, mentre il patrigno le insegnava a nuotare.
Fatto sta che le attenzioni particolari erano finite solo nel gennaio 2014, quando l’uomo si era trasferito all’estero per lavoro. Era stato un amico di famiglia a mettere in guardia la madre, dopo aver ricevuto delle confidenze dalla ragazzina. E la donna aveva cercato di saperne di più, arrivando ad ottenere, piano piano, alcune ammissioni da pare della figlia. Inevitabile la furiosa lite per telefono con il compagno, e poi con il figlio di questo, presente in quel momento in casa. Con il successivo arrivo sul posto di una pattuglia dei carabinieri.
Quando l’uomo aveva saputo che le forze dell’ordine si stavano attivando, ha cercato di mettere tutto a tacere, proponendo un’offerta alla compagna attraverso lo stesso amico di famiglia con cui la ragazzina si era confidata: «Mi ha detto di chiederti quanto vuoi. Dieci, venti, cinquantamila euro. Lui torna in Italia, vende la casa e quando ha i soldi fate l’accordo e te ne vai».
La donna a quel punto si era rivolta alla figlia: «Vuoi i soldi o vuoi andare dai carabinieri?». E la ragazzina le aveva risposto che voleva andare fino in fondo, rifiutando il denaro.
Massimo Donati
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