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Casa allagata dall’acqua termale: non c’è l’accordo

MONSUMMANO. Anna Lorenzi e Domenico Nicolella, i proprietari della villetta di via Tre Fontane, a Monsummano, invasa, il 16 marzo scorso dall’acqua termale dell’ex stabilimento Grotta Parlanti,...

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MONSUMMANO. Anna Lorenzi e Domenico Nicolella, i proprietari della villetta di via Tre Fontane, a Monsummano, invasa, il 16 marzo scorso dall’acqua termale dell’ex stabilimento Grotta Parlanti, dicono no a uno scannafosso a loro spese per separare – ma soprattutto isolare – la loro proprietà dal complesso alberghiero e termale. Di questo, infatti, aveva parlato il curatore fallimentare, il commercialista di Massa e Cozzile, Nino Maffia, come possibile soluzione per fermare l’allagamento.

«Da parte dei coniugi e del loro legale – aveva spiegato – ho ricevuto delle richieste riguardo a un intervento per la realizzazione di uno scannafosso destinato alla raccolta e al convogliamento delle acque termali. Cercherò di definire questa posizione, a beneficio della famiglia e anche per evitare eventuali danni a terzi» . Ma proprio la famiglia Nicolella, insieme all’avvocato del Foro di Pistoia, Francesca Vanni, fanno sapere che non è questa la linea su cui hanno intenzione di procedere d’ora in avanti. «Quella di uno scannafosso a spese dei coniugi – spiegano dallo studio legale Vanni – è una proposta che risale a circa un anno fa, quando ancora non era stato dichiarato il fallimento dell’immobiliare terme Grotta Parlanti srl. Adesso la procedura ordinaria del fallimento andrà avanti e valuteremo come aiutare al meglio la famiglia Nicolella per risolvere tutte le problematiche legate all’acqua termale».

Una necessità urgente, quella di trovare una soluzione definitiva e far fronte così a una situazione che si trascina, ormai, da tempo. «Non smetterò mai di ripetere che bisogna intervenire prima possibile per l’incolumità della mia famiglia – conclude la signora Lorenzi – è fondamentale intubare di nuovo le acque sorgive. Le tubature, per via dell’eccesso di calcare, sono implose e l’acqua si disperde ovunque allagando ogni cosa. Anche casa nostra. Non è più possibile vivere con la paura» . (m. t.)

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