Proteste
«Picchiavano e gridavano ti ammazzo»
LUCCA. Affronta una banda di ladri a mani nude e ne mette ko uno, con un calcio all’altezza dell’addome. Sono agguerriti, e brandiscono anche dei ciocchi di legna. Pierangelo Maccioni, 47 anni,...
LUCCA. Affronta una banda di ladri a mani nude e ne mette ko uno, con un calcio all’altezza dell’addome. Sono agguerriti, e brandiscono anche dei ciocchi di legna. Pierangelo Maccioni, 47 anni, operaio cartario, resiste alla carica, e riesce a metterli in fuga. I ladri che poi si sono diretti a Montecatini facendo perdere le loro tracce. Dopo il rocambolesco furto, sfociato in rapina, messo a segno venerdì sera a Lammari, in una villetta in via Lombarda. Attorno alle 21. Quando Maccioni accorre a casa, con la compagna, avvertito dal suo cellulare, collegato all’allarme. Lì nota una Clio nera e piazza la sua di auto proprio dietro, per bloccarla. Poi vede i tre componenti della banda, tutti a volto scoperto, che se ne stanno andando. «Avevano delle torce: ce le puntavano contro gli occhi per non essere riconosciuti» spiega. Armati di alcuni ceppi di legna presi nei campi lì intorno urlano: «Vi ammazziamo». Due si dirigono verso la Clio, uno si fa incontro al 47enne, e ne nasce una colluttazione: Maccioni gli sferra un calcio allo stomaco. Poi i tre riescono a salire in auto e si danno alla fuga, che terminerà sulla Pesciatina, tra Borgonuovo e Quattromura, dopo un lungo inseguimento da parte dei carabinieri.
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