Sicurezza
Il Pd contro Giurlani: «È incandidabile, ma tutti tacciono»
PESCIA. Moribondo, soccombente, compromesso, finito. Questo l’identikit che del Partito democratico viene tracciato da più parti in seno a una campagna elettorale che in città è già a pieno regime e...
PESCIA. Moribondo, soccombente, compromesso, finito. Questo l’identikit che del Partito democratico viene tracciato da più parti in seno a una campagna elettorale che in città è già a pieno regime e che vede proprio il partito maggioritario “defilato” rispetto alle altre forze politiche in campo. Forse per la travagliata operazione in cui si sta di fatto trasformando la scelta del candidato sindaco, che dopo tre rifiuti e altre più o meno ufficiose fumate nere, ad oggi ancora non c’è.
Ma l’individuazione di questo candidato sindaco, che a tutti appare quale “l’imprescindibile priorità” non lo è altrettanto per la segreteria del partito pesciatino. Da settimane, infatti, il segretario Elisa Romoli continua a difendere la linea “del percorso unitario”, attribuendo a questa scelta, e non a presunte fratture interne, i tempi della decisione.
A questo si aggiunge, in queste ore, una riflessione politica sull’imprescindibile necessità di prendere posizioni nette in relazione a questioni etiche e morali. «Ci fa sorridere – scrive la Romoli in una nota alla stampa – che la preoccupazione di taluni risieda esclusivamente nel fatto che il Pd non abbia ancora un candidato, che pur entro pochi giorni sarà annunciato, quando nella città di Pescia stanno accadendo, nel disinteresse generale di tutti i partiti, fatti abbastanza sconcertanti: tipo un ex sindaco (Oreste Giurlani, ndr) accusato dalla magistratura di peculato, che quasi sicuramente a breve andrà a processo, ma che, cosa mai viste nel mondo occidentale, come se nulla fosse si ricandida per governare un ente pubblico dicendo che, anche se arrivasse una condanna definitiva, questa sarebbe tra più di 5 anni e quindi non ci pericolo di interrompere un nuovo mandato. Ma su una situazione del genere davvero nessuno ha da dire niente? Ma il degrado morale di questo paese è arrivato a un punto che la gente è disponibile ad accettare tutto passivamente vuoi per inerzia, vuoi per interesse? Noi su questa situazione non siamo disposti a tacere». (ms)
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